Il rilancio del centro storico di Modica passa dal confronto tra l’Amministrazione, la Cna territoriale e le proposte del territorio, tranne del comitato spontaneo del centro storico che – ha chiarito – tornerà a discurete solo con atti concreti. L’associazione di categoria ribatte sulla costiruzione di consulta permanente per pianificare il futuro ed evitare interventi episodici, sollecitando misure economiche dirette e un fondo comunale per sostenere chi resiste e incentivare chi apre. La giunta ha annuncito che presenterà nella prossima riunione del 18 settembre l’elenco degli immobili comunali da destinare a bando per nuove attività; un aggiornamento sulle proposte relative alla mobilità e alle Ztl; un riscontro sulla rimozione dei defibrillatori non funzionanti ancora presenti nel centro. Nella stessa seduta sarà illustrato un progetto per rendere più attrattivi i locali sfitti, in vista della discussione sui temporary store, tema su cui la Cna ha già fornito contributi e osservazioni. «Serve un segnale concreto – ha ribadito la Cna. In Consiglio comunale oggi si discute l’istituzione dei Temporary Store per dare spazio a giovani e artigiani. Sul tavolo restano nodi cruciali come la nuova mobilità e Ztl, la gestione dei locali vuoti e il decoro urbano. E’ intervenuto con una nota anche l’ex assessore Tino Antoci secondo il quale “Il rilancio del centro storico richiede una visione più ampia, capace di tenere insieme commercio e turismo, cultura ed eventi, mobilità e parcheggi, decoro urbano e qualità degli spazi pubblici. Su richiesta del Tavolo tecnico del centro storico, insieme ad Antonio Drago, – ha rciordato – abbiamo realizzato con fondi europei due aule studio/co-working, per complessivi 60 posti, una al Palazzo dei Mercedari e l’altra all’interno della Società Operaia, in Corso Umberto I. Il fallimento del dialogo con il comitato spontaneo e il progressivo spegnimento delle vetrine storiche dimostrano come l’allarme, lanciato sin dal primo giorno di insediamento di questa giunta, sia stato a lungo colpevolmente sottovalutato. Per evitare che il “salotto buono” di Modica diventasse un deserto commerciale, l’Amministrazione avrebbe dovuto agire d’anticipo anziché rincorrere le emergenze. Annunciare bandi e temporary store a saracinesche già abbassate equivale a mettere le cinture di sicurezza dopo che l’impatto è già avvenuto ma almeno forse ancora ancora i danni si possono limitare.
MODICA - CENTRO STORICO, “BASTA PAROLE, SERVONO FATTI”
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