RAGUSA - DAINI, “SI VALORIZZI LA LORO PRESENZA”

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Nonostante la sospensione del provvedimento regionale per due mesi circa, nel ragusano si continua a parlare della vicenda della gestione, tramite abbattimento, della popolazione dei daini, popolazione concentrata soprattutto tra il capoluogo ibleo e i comuni montani e che sarebbe costituita da un centinaio di esemplari, forse anche meno, totalmente innocui. Il comitato “Non sono indifferente”, in una nota, afferma che, senza se e senza ma, “i daini non vanno soppressi. La Regione – dicono dal comitato – sino ad oggi non ha accettato soluzioni alternative, come il trasferimento in una zona dedicata a loro, citando il divieto di dispersione sul territorio e lo “stress per gli animali”. Pertanto è meglio ucciderli”. Per il comitato, al contrario, si potrebbe pensare di valorizzare la loro presenza nei boschi iblei. “I potenziali danni a colture ed eventuali pericoli alla circolazione vanno dimostrati con eventi documentati. Riteniamo che solo una grande mobilitazione popolare potrà fermare l’ennesimo scempio. Oggi – continuano – è il turno dei daini, una specie non aggressiva che non apporta danni al terreno e alla vegetazione. Domani sarà la volta dei mufloni e chissà dopodomani delle anatre. Facciamo sentire il nostro totale dissenso agli amministratori provinciali e ai sindaci della provincia di Ragusa che si sono detti favorevoli o non si sono pronunciati in merito. Il loro è un silenzio assordante. Ci sono animali reali, che vivono nei nostri boschi e che rischiano di essere uccisi per una decisione presa da esseri umani che si sentono Dio. Chiediamoci se vogliamo davvero essere la generazione che, mentre la biodiversità scompare e gli animali hanno sempre meno spazio per vivere, sceglie di eliminare chi ancora resiste. Davvero non esiste altra soluzione che uccidere? Prima di premere il grilletto, abbiamo il dovere di cercare alternative per la vita.

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