ECONOMIA - IMPRESE DIGITALI PIU’ 8,9% IN SICILIA

di Veronica Puglisi

Trend positivo per le imprese digitali in Sicilia ma l’ostacolo principale resta il reperimento delle competenze. E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio MPI (Medie e piccole imprese) di Confartigianato, che analizza lo stato dell’arte dell’artigianato nell’Isola tra competenze avanzate, nuove imprese e sostenibilità. L’artigianato siciliano scommette sull’innovazione e sulla transizione digitale, ma si scontra con una crescente difficoltà nel reperire personale qualificato. Nel primo trimestre del 2025, riporta la nota, si contano 936 imprese digitali artigiane operative in Sicilia, registrando una crescita dell’8,9% rispetto allo stesso periodo del 2020. Un segnale chiaro di come il settore stia evolvendo verso modelli di business tecnologici e moderni. Il 43,8% delle entrate previste dalle imprese siciliane però richiede competenze digitali avanzate e legate all’Intelligenza Artificiale e le aziende incontrano forti ostacoli nel trovare candidati con un profilo idoneo. A livello territoriale, la maggiore difficoltà si registra nella provincia di Trapani, dove la quota di introvabilità per i profili digitali sale al 51,4%, superando la media regionale di 7,6 punti percentuali. «I numeri – dichiara Emanuele Virzì, presidente di Confartigianato Imprese Sicilia – descrivono un comparto dinamico e reattivo, capace di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione e dall’Intelligenza Artificiale per far crescere il nostro tessuto produttivo. Tuttavia, la forte difficoltà nel reperire figure professionali preparate rischia di diventare un freno alle ambizioni di sviluppo delle nostre micro e piccole imprese. È indispensabile accelerare sul fronte della formazione e del dialogo con i territori, partendo dalle realtà dove la carenza si fa sentire maggiormente, per garantire alle aziende le risorse umane necessarie per continuare a competere».

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