Maxi operazione dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, che hanno recuperato reperti trafugati per un valore complessivo stimato in circa 400 mila euro. Due persone risultano attualmente indagate con le accuse di furto e ricettazione di beni culturali. L’indagine ha preso il via in seguito alla denuncia presentata da un antiquario palermitano, derubato nel 2024 di numerose opere di inestimabile valore storico e artistico. Tra i beni archeologici sequestrati figurano tre anfore da trasporto di epoca romana e greco-italica, una scultura lignea di testa egizia antica e una statuetta funeraria ushabti. Sono stati inoltre ritrovati una testa scultorea in marmo di età arcaica di probabile produzione greco-orientale e una casseruola bronzea di area pompeiana. Il recupero ha interessato anche un prezioso patrimonio archivistico e bibliografico, comprendente antichi manoscritti del Monastero di San Giovanni l’Origlione di Palermo. Tra i documenti spiccano un Editto del Regno delle Due Sicilie del 1835 e il carteggio della duchessa Beatrice Mantegna dell’Arenella. Quest’ultimo corpus documentario è legato allo studio de “Lo Studio del Cavalluccio”, opera inizialmente attribuita a Leonardo da Vinci. L’articolata attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo e condotta grazie alla collaborazione interistituzionale. Fondamentale è stato il supporto della Soprintendenza locale, dell’Archivio di Stato e di esperti specialisti in egittologia. Hanno inoltre partecipato docenti universitari degli atenei di Palermo ed Enna “Kore” per certificarne l’autenticità.
PALERMO - RECUPERATI REPERTI ARCHEOLOGICI, 2 INDAGATI
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