“Ho sempre rispettato e continuo a rispettare il lavoro della commissione regionale Antimafia e dell’onorevole Antonello Cracolici. Non intendo alimentare alcuna contrapposizione politica ma non posso accettare che tre anni di lavoro, che hanno consentito di affrontare e portare a compimento processi di stabilizzazione, vengano rappresentati attraverso una narrazione scandalistica che rischia di confondere responsabilità, periodi temporali e obblighi di legge”. Lo dice Mauro Pantò, ex presidente del Cda della Sas, che commenta la relazione della commissione regionale Antimafia sulla società partecipata regionale. Il presidente della commissione regionale antimafia Antonello Cracolici facendo riferimento alla società, nell’indagine presentata questa mattina, ha parlato di un sistema fuori controllo.
ANTONELLO CRACOLICI
“Nel periodo nel quale ho ricoperto l’incarico il Cda era composto da tre componenti e tutte le deliberazioni assunte dall’organo sono state approvate all’unanimità – afferma – Non esiste, dunque, una singola deliberazione del CdA che possa essere ricondotta a una scelta personale del presidente”. “Con l’imponente processo di stabilizzazione del personale, la Sas si è trovata nella necessità di riallineare anche la propria situazione rispetto agli obblighi di legge sulle categorie protette – sottolinea – Non si trattava di scegliere se assumere o meno quelle persone, ma di adempiere a un preciso obbligo normativo. “A chi oggi parla di una società fuori controllo ricordo infine che esistono anche i numeri economici e finanziari, che non sono opinioni politiche – conclude – Gli atti, le deliberazioni unanimi del CdA, i controlli effettuati, i pareri acquisiti e i risultati conseguiti raccontano una storia molto più articolata di quella contenuta nella rappresentazione scandalistica di questi giorni”.