L’inchiesta della Procura di Catania sull’intossicazione da monossido di carbonio al Rifugio Sapienza, sull’Etna, si allarga. I magistrati, che hanno posto la struttura sotto sequestro, oltre ad “individuare l’origine della dispersione” vogliono anche “accertare se il decesso di un ospite, verificatosi nei giorni precedenti, sia riconducibile all’esposizione allo stesso gas”. Il decesso in questione è avvenuto lo scorso 16 settembre, e la vittima è un turista di 66 anni originario di Singapore. L’esame medico legale aveva escluso la morte violenta, ma adesso il procuratore Francesco Curcio, l’aggiunto Fabio Scavone e la sostituta Chiara Milazzo, hanno disposto l’autopsia sul turista deceduto e “il sequestro probatorio dell’intera struttura ricettiva” per “consentire l’ulteriore approfondimento degli accertamenti, verificare lo stato e la funzionalità degli impianti e determinare con esattezza le cause dell’accaduto”. Dalle verifiche condotte dai vigili del fuoco e dai carabinieri, su delega della Procura della Repubblica di Catania, sarebbe emerso che “la dispersione di monossido di carbonio potrebbe essere dovuta a un malfunzionamento dell’impianto di evacuazione di gas combustibili di una caldaia alimentata a Gpl” che si trova “nei locali cucina, sottostanti le camere interessate” dove si trovavano gli ospiti dell’albergo che il 21 settembre hanno dovuto ricorrere alle cure mediche all’ospedale Cannizzaro di Catania. Il personale intervenuto, in quell’occasione, ha provveduto all’immediata evacuazione, in via precauzionale, di tutte le persone presenti nella struttura, ospiti e dipendenti.
ETNA - RIFUGIO SAPIENZA, L’INCHIESTA SI ALLARGA
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