CEUTA - ALLARME MONS. LOREFICE, LINEA DURA DI MELONI

di Viviana Sammito
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I recenti fatti dell’enclave spagnola di Ceuta riaccendono il dibattito politico ed ecclesiale sul tema dei flussi migratori. Dura la presa di posizione di Monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e presidente della Commissione CEI sulle Migrazioni. Per il presule, pur di fronte a una “trappola organizzata dai mercanti di morte”, l’evento rappresenta il grido di libertà dal Sud del mondo. Lorefice accusa governi e media di diffondere un allarme invasione “privo di fondamento” e di azzerare ogni senso di umanità. L’Europa, aggiunge l’arcivescovo, sbaglia nel voler gestire un fenomeno globale irreversibile con le armi o con “accordi ignobili con la Libia”. Non si fa attendere la replica politica: la Premier Giorgia Meloni interviene sui social affermando che le immagini di Ceuta dimostrano l’urgenza di una risposta europea coordinata contro l’immigrazione clandestina e i trafficanti di esseri umani. L’Italia, insieme alla Danimarca, ha promosso una lettera sottoscritta da 22 Paesi UE per chiedere un’azione comune. Tra le priorità indicate dal Governo italiano: il rafforzamento delle frontiere esterne, l’efficacia dei rimpatri e lo stop agli incentivi per gli ingressi illegali. “La difesa dei confini dell’Unione — conclude la Premier — non è l’interesse di una singola Nazione, ma una responsabilità comune europea”.