L’emergenza idrica devasta la Sicilia, ma l’associazione ANAFePC lancia un piano per salvare l’isola. La proposta inviata alla Regione punta a replicare il “modello Puglia”, basato sull’Acquedotto Pugliese. L’obiettivo è creare una SpA pubblica unica per eliminare profitti privati e frammentazioni comunali. Dopo un esposto su dighe mai completate da trent’anni, l’Accademia passa all’azione con misure concrete. In campo una task force di 100 ingegneri idraulici per sbloccare i progetti e i fondi del PNRR. Previsti 120 milioni di euro per digitalizzare i 24 mila chilometri di rete e scovare le perdite. L’obiettivo primario è abbattere il drammatico dato ISTAT sulla dispersione, oggi superore al 51%. Con 37 milioni si sbloccherà il dragaggio dei fanghi negli invasi per recuperare la capacità d’acqua. Infine, 90 milioni serviranno a collegare i dissalatori a parchi fotovoltaici per abbattere i costi. l Presidente Calogero Coniglio sottolinea: “Serve una soluzione tecnica collaudata per la collettività”. vertici ANAFePC hanno allegato all’iniziativa la bozza di un’ordinanza presidenziale urgente. Orla palla passa alla politica: la Sicilia ha bisogno di atti immediati per uscire dalla crisi.
EMERGENZA IDRICA - ANAFePC PROPONE MODELLO “PUGLIA”
16