Un nuovo decreto legge del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) si appresta a riscrivere le regole del gioco per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. La bozza del provvedimento, i cui contenuti sono stati resi noti dall’ANSA e denunciata con forza dalle principali sigle ambientaliste (Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF), punta a una drastica accelerazione dell’iter, affidando poteri straordinari all’attuale vertice della società concessionaria. Il cuore del decreto è la nomina dell’Amministratore Delegato pro tempore della Società Stretto di Messina S.p.a., Pietro Ciucci, a Commissario straordinario del Governo. Un incarico che non sarà permanente, ma legato a una missione specifica: traghettare il progetto fino all’adozione della nuova delibera del Cipess. I compiti affidati al Commissario sono vastissimi e toccano ogni nervo scoperto del progetto: aggiornamento del Piano Economico-Finanziario (PEF) per adeguare i costi dell’opera al contesto attuale; acquisire il parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) sui pedaggi e il nuovo via libera del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; coordinare l’istruttoria con la Commissione Europea per garantire la compatibilità del progetto con le norme UE; gestire i pareri del Ministero dell’Ambiente sulle “conseguenze positive” dell’opera e del MIT sull’impatto sulla salute pubblica. L’aspetto che sta sollevando il maggior polverone politico riguarda il ruolo della Corte dei Conti. Secondo la bozza, il controllo preventivo di legittimità della magistratura contabile subirà una drastica restrizione: la Corte dei Conti verificherà esclusivamente la delibera del Cipess, mentre resteranno esclusi dal controllo tutti gli atti, i documenti presupposti o gli allegati collegati al provvedimento. Si tratta di un “blindaggio” amministrativo che mira a ridurre i tempi morti e i rischi di stop burocratici. Dura la nota congiunta delle ONG: “Siamo di fronte a un tentativo di aggirare i controlli su un’opera che continua a presentare incognite economiche e ambientali enormi. Limitare il controllo della Corte dei Conti è un segnale pericoloso per la trasparenza.” La bozza dovrà passare al vaglio del Consiglio dei Ministri. Se approvata, la nomina di Ciucci a Commissario segnerà l’inizio della fase “all-in” del governo sullo Stretto, proprio mentre dai territori (come il ragusano) continuano ad alzarsi proteste per il presunto dirottamento dei fondi infrastrutturali locali verso la grande opera.
PONTE SULLO STRETTO - BOZZA PREVEDE “BLINDAGGIO” CORTE DEI CORTI
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