MONTAGNAREALE - CACCIATORI UCCISI, LA RICOSTRUZIONE DEI RIS

di Viviana Sammito
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Una drammatica battuta di caccia nei boschi di Montagnareale (Messina) si è trasformata lo scorso gennaio in una strage, costata la vita a tre cacciatori. Secondo gli accertamenti del Ris e della Procura di Patti, la catena di sangue è iniziata per un tragico errore: l’ottantunenne Antonio Gatani ha sparato verso un cespuglio, ingannato da un rumore, uccidendo sul colpo Giuseppe Pino. Il fratello di quest’ultimo, Devis Pino, rimasto ferito di striscio, ha reagito immediatamente imbracciando la propria carabina e facendo fuoco contro l’anziano, uccidendolo al torace. A quel punto è intervenuto Agostino Segreto, quarantacinquenne e unico sopravvissuto alla tragedia. L’uomo, sopraggiunto pochi istanti dopo, ha sparato a bruciapelo e da distanza ravvicinata contro il giovane Devis, per poi fuggire e chiudersi successivamente nel silenzio davanti agli investigatori. Gli accertamenti medico-legali e balistici hanno spinto la Procura a iscrivere Segreto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio, escludendo l’ipotesi della legittima difesa proprio per la dinamica del colpo sferrato a bruciapelo prima della fuga dal luogo del delitto.

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