MODICA - ANFFAS, DOMANI GLI INTERROGATORI A RAGUSA

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Sono in programma domani mattina al tribunale di Ragusa gli interrogatori del presidente dell’ANFFAS di Modica, Giovanni Provvidenza, e delle cinque persone nei confronti delle quali sono state disposte le misure interdittive. Provvidenza, lo ricordiamo, è ai domiciliari nell’ambito di una indagine su presunti maltrattamenti sui disabili condotta dai NAS di Ragusa. Ai domiciliari c’è anche un operatore della struttura, che ora è chiusa, che per domani però non è stato convocato e che, dunque, sarà sentito in un altro momento. Gli avvocati Giovanni Favaccio e Alessio Malvaso, hanno fatto sapere di essere attualmente in possesso solo di una parte della documentazione, che consta di ben 400 pagine circa, perchè sulla restante parte vige il segreto istruttorio. Col passare delle ore cresce il timore che i fatti contestati, e alla base del provvedimento cautelare, possano essere ancora più gravi di quanto fino ad ora è trapelato, e per questo gli indagati potrebbero diventare molti di più. Le accuse mosse dalla Procura di Ragusa comprendono i reati di maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione infermieristica, sulla base di quanto accertato con filmati, intercettazioni e testimonianze tra dicembre 2025 e febbraio 2026. Materialmente, a commettere le violenze sarebbero stati due degli indagati, mentre agli altri sarebbero contestati condotte omissive quali il mancato intervento e la mancata denuncia delle vessazioni a cui assistevano. Motivo per il quale è probabile che domani buona parte dei sei interrogati si avvalgano della facoltà di non rispondere, rilasciando dichiarazioni spontanee contenenti ammissioni di colpa. Intanto, si registra un intervento dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, la quale ha fatto sapere di stare seguendo con profonda preoccupazione l’indagine sull’ANFFAS di Modica. “I fatti, qualora accertati, assumerebbero particolare gravità perché verificatisi in un contesto nel quale le persone con disabilità avevano diritto di ricevere cura, sostegno e protezione. Nessuna forma di abuso, violenza o trattamento degradante può trovare spazio all’interno delle strutture a loro destinate”. L’Autorità ha chiesto ad ANFFAS Nazionale e ad ANFFAS Sicilia di essere costantemente informata sugli sviluppi della vicenda. Proprio ieri Anffas Nazionale ed Anffas Sicilia avevano annunciato tolleranza zero per chi si macchia di maltrattamenti e violenze, esprimendo vicinanza alle persone con disabilità coinvolte e alle loro famiglie, manifestando piena fiducia nell’operato dell’Autorità giudiziaria e delle Forze dell’Ordine e annunciando di essere pronte a costituirsi parte civile in sede processuale.

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