E’ stata firmata da un sindaco siciliano, Giovanni Spadola, di Rosolini, la prima ordinanza che fa slittare l’apertura delle scuole per l’allerta legata alle alte temperature. “Fa troppo caldo e nelle classi non ci sono condizionatori” dice Spadola, che ha deciso di rinviare di una settimana il suono della campanella del nuovo anno scolastico 2026-27. Tutti i plessi scolastici di Rosolini, dalle materne alle superiori, riapriranno lunedì 21 settembre. E per ottimizzare i tempi, il sindaco ha anche disposto un “intervento straordinario di disinfestazione e derattizzazione”, motivato dalla “persistenza della eccezionale ed anomala ondata di calore”. Un intervento, quello di Spadola, che potrebbe non rimanere un caso isolato e che segue l’allarme lanciato, tra gli altri, dalla SIMA, la Società Italiana di Medicina Ambientale, che annuncia: “In concomitanza con la riapertura degli istituti scolastici è in arrivo in Italia la sesta ondata di caldo estremo che renderà le aule roventi mettendo a repentaglio il benessere di studenti e insegnanti. I cambiamenti climatici impongono modifiche nel settore della scuola. Invece, ad oggi risulta che solo l’11% degli istituti sia dotato di sistemi di climatizzazione, riservati agli uffici amministrativi, mentre le aule possono contare solo sui ventilatori”. La vicepresidente della Commissione Cultura all’Ars, Valentina Chinnici del PD, lancia invece un appello urgente al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore all’Istruzione Mimmo Turano affinchè istituiscano un tavolo di confronto che coinvolga Ufficio Scolastico Regionale, Anci Sicilia e sindacati per affrontare l’emergenza delle temperature elevate nelle aule. “Solo una minima parte delle scuole siciliane è dotata di sistemi di climatizzazione adeguati. Stiamo parlando di ambienti con temperature che superano i 36 gradi, dove i nostri ragazzi e il personale docente sono costretti a rimanere per ore in condizioni di affollamento, con grave rischio per la salute e per la qualità della didattica” dichiara Chinnici, che sottolinea come il problema non possa essere affrontato solo con misure tampone o rinvii dell’ultimo minuto, ma abbia bisogno di una programmazione seria e strutturale. Infine, ricorda che la competenza sulla gestione degli edifici scolastici è in capo agli enti locali, ma la Regione deve coordinare le risorse e indirizzare le strategie.
ROSOLINI - CALDO, SINDACO RINVIA L’APERTURA DELLE SCUOLE
19