PONTE SULLO STRETTO - CGIL PRESENTA ESPOSTO, “SDM SOTTO CONTROLLO”

di Viviana Sammito
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Maurizio Landini, leader della Cgil, ha firmato l’esposto alla Corte dei Conti contro la società stretto di mMessina per chiedere di accertare se nella gestione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina siano stati impiegati correttamente i soldi pubblici o se vi siano i presupposti di un danno erariale. L’esposto è stato presentato alle procure regionali della Corte dei Conti della Sicilia e del Lazio e alla procura generale presso la sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei Conti per la Regione Siciliana. Il sindacato ha ricordato che la stessa Corte dei Conti, nel corso dell’esame della delibera del Cipess, ha evidenziato numerose criticità riguardo il progetto del Ponte sullo Stretto, tra cui la mancata determinazione del costo definitivo dell’opera e gli aspetti che riguardano il rispetto della normativa europea in materia di appalti e tutela ambientale. Si è detto sorpreso Pietro Ciucci, amministratore delegato della società stretto di Messina, replicando che la società ha operato e opera nel pieno rispetto delle norme e con la massima attenzione per tutela del denaro pubblico destinato alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. I meccanismi di controllo sono articolati, definiti e trasparenti. Siamo una società interamente pubblica, in house, e pertanto sottoposta al controllo analogo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ovvero alla vigilanza sulle principali attività della Società. La società, inoltre, è soggetta al controllo della Corte dei Conti esercitato dal Magistrato Delegato che assiste alle sedute del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale”. Così l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci in merito all’esposto Cgil. Il Mezzogiorno – continua a ribadire il sindacato – continua ad avere bisogno di ferrovie moderne, strade sicure, trasporti efficienti, porti, scuole, ospedali e servizi pubblici di qualità. Sono questi gli investimenti che possono migliorare davvero la vita delle persone, creare lavoro e ridurre i divari territoriali. “Non si tratta di una battaglia ideologica – ha spiegato a Cgil in una nota – né di una contrapposizione pregiudiziale all’opera, ma di difendere il denaro pubblico. Ogni euro sprecato per il Ponte è un euro tolto agli ospedali, alle scuole e alle vere infrastrutture di cui il Sud ha bisogno”.

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