INCENERITORI - ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE: “TROPPE ANOMALIE”

di Katjuscia Carpentieri

Troppe incongruenze, anomalie, superficialità e approssimazione stanno caratterizzando la valutazione dei progetti per i due inceneritori di Catania e Palermo. Si tratta di impianti che mettono a rischio la salute dei cittadini, la tutela dell’ambiente e le tasche delle famiglie siciliane. lo sostengono le associazioni ambientaliste nel corso delle sedute delle Conferenze dei Servizi per l’istruttoria del (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale). Emersi gravi lacune documentali e rilevanti criticità procedurali e progettuali che mettono in discussione non solo la possibilità di proseguire ordinatamente l’iter autorizzativo, ma la stessa fattibilità tecnica e gestionale degli inceneritori, con pesanti ricadute sul piano della salute pubblica e della tutela ambientale. le associazioni chiedono formalmente all’Assessorato Regionale dell’Ambiente di sospendere le Conferenze dei Servizi sugli inceneritori di Catania e Palermo e di ritirare le proposte progettuali. Qualora la Regione decidesse di proseguire nell’iter, le associazioni chiedono di indire immediatamente un’inchiesta pubblica per garantire un effettivo confronto
TOMMASO CASTRONOVO PRESIDENTE LEGAMBIENTE SICILIA

le associazioni sottolineano come in Conferenza dei Servizi non risultassero acquisiti diversi documenti essenziali per la procedibilità dell’iter VIA-AIA-AU. Rimane ancora indefinito il quadro dei rifiuti in ingresso: l’individuazione dei codici EER, le quantità, le caratteristiche e le provenienze dei rifiuti ammessi al trattamento. Particolarmente preoccupante è l’assenza di analisi e approfondimenti fondamentali sugli impatti sulla salute pubblica, carenze evidenziate dalle stesse pubbliche amministrazioni

GIAMPIERO TRIZZINO ZERO WASTE SICILIA

Le gravi lacune documentali, i limiti tecnologici legati alla caratterizzazione dei rifiuti e delle ceneri e le criticità ambientali e sanitarie evidenziate dagli stessi enti di controllo confermano quanto denunciamo sin dalla prima previsione degli inceneritori nel Piano Regionale dei Rifiuti.

PIETRO CIULLA WWF SICILIA

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