Sospendere l’esecuzione immobiliare prima che la vendita dei beni provochi un danno irreversibile. È questa la richiesta urgente presentata al Tribunale di Ragusa dall’avvocato Rinaldo Occhipinti per conto di Laura Perticone. La donna si dichiara vittima di una complessa frode orchestrata dai soci di alcune aziende energetiche. Secondo la difesa, i decreti ingiuntivi del 2013 alla base del pignoramento sono stati ottenuti usando firme false e fatture fittizie. Una perizia grafologica di parte ha già confermato la falsità delle sottoscrizioni. La vicenda è così approdata in sede penale per gravi reati, tra cui truffa processuale e falsità ideologica. Nonostante il Pubblico Ministero avesse avanzato una richiesta di archiviazione, la Perticone si è opposta fermamente. L’udienza camerale si è tenuta lo scorso 2 aprile dinanzi al GIP, che si è riservato la decisione. Ora, con l’udienza d’esecuzione immobiliare fissata per il prossimo 24 giugno, la difesa chiede un necessario coordinamento tra i due giudizi. L’istanza punta alla sospensione della procedura esecutiva o, in subordine, al rinvio dell’imminente udienza civile. L’obiettivo è attendere il pronunciamento del giudice penale, evitando che la vendita forzata distrugga il patrimonio familiare. Il caso ruota attorno a Laura Perticone, che denuncia una complessa truffa subita da esponenti di società energetiche. Secondo la tesi difensiva dell’avvocato Occhipinti, la donna è stata colpita da due decreti ingiuntivi nel 2013. L’ipotesi contestata è ora la falsità ideologica in atto pubblico per induzione in errore del giudice.
RAGUSA - CHIESTA SOSPENSIONE ESECUZIONE IMMOBILIARE
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