La residenza universitaria di Ragusa Ibla, nell’immobile di proprietà comunale concesso in comodato d’uso al Consorzio Universitario Ibleo, è stata chiusa. La decisione è arrivata dopo la denuncia del PD, che ha documentato le condizioni del palazzo, alla quale è seguito un sopralluogo congiunto da parte del neo assessore all’università Carla Mezzasalma, con i tecnici degli uffici comunali, l’impresa incaricata della manutenzione e i carabinieri del Nas. Un sopralluogo che, fanno sapere da Palazzo dell’Aquila, “rientrava nel calendario di verifiche già programmato” e dal quale è emersa la necessità di interventi urgenti. Nelle more l’ERSU (ente regionale per il diritto allo studio universitario) cui compete la gestione e la manutenzione ordinaria della residenza, ha disposto in via precauzionale la chiusura a causa delle criticità igienico-sanitarie e strutturali. Il sindaco Peppe Cassì è stato quindi informato dal consorzio che l’ERSU, al quale spetta l’accoglienza dei vincitori del bando per i posti letto, ha proposto ai 4 studenti ospiti due soluzioni: o il trasferimento in una struttura ricettiva di piazza Carmine o un contributo economico per trovare autonomamente un altro alloggio. Gli studenti hanno scelto questa seconda strada. Resta però aperta una questione di fondo, che l’Amministrazione intende affrontare con chiarezza. In passato il Comune ha eseguito sulla residenza vari interventi di manutenzione anche straordinaria. Eppure, a meno di un anno di distanza, umidità e muffa si sono ripresentati. Ci si chiede quindi che senso abbia investire centinaia di migliaia di euro di risorse pubbliche in una struttura che si presta poco all’uso abitativo. Parte delle risorse della legge regionale su Ibla potrebbero essere destinate a Casa Castillett, ma solo se l’investimento consenta di eliminare una volta per tutte i problemi dell’edificio. La parola passa ora agli uffici tecnici e l’Amministrazione comunicherà nei prossimi giorni le decisioni che verranno prese. Il PD, ovviamente, accoglie positivamente la notizia della chiusura, ma afferma anche che “questa vicenda rappresenta il fallimento della gestione del patrimonio universitario da parte dell’Amministrazione Cassì”. “Le responsabilità politiche hanno nomi e cognomi – dice il capogruppo Peppe Calabrese – Clorinda Arezzo, Giovanni Iacono, l’assessore Gurrieri e soprattutto il sindaco, che ha detenuto la delega all’Università. Per anni hanno avuto competenze, strumenti e risorse per intervenire, e adesso vorrebbero presentare la chiusura come il risultato di un’ordinaria attività di controllo”.
RAGUSA - CHIUSA RESIDENZA UNIVERSITARIA “LE CASTILLET”
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