PONTE SULLO STRETTO - CIUCCI: “LAVORI ENTRO ESTATE 2026”

di Viviana Sammito
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Le audizioni di oggi al Senato hanno delineato una profonda spaccatura tra sostenitori e critici sulla realizzazione del ponte sullo Stretto. Da un lato, l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha tracciato una roadmap ambiziosa: completamento dell’iter approvativo entro l’estate e avvio dei lavori nell’ultimo trimestre del 2026. Ciucci ha difeso l’impennata dei costi (passati da 3,9 a 10,5 miliardi di euro), attribuendola quasi esclusivamente all’indicizzazione dei prezzi e non a varianti progettuali che violerebbero le norme UE. Sulla stessa linea l’Oice, Associazione delle Organizzazioni di Ingegneria, di Architettura e di Consulenza Tecnico-Economica, che vede nel Ponte un simbolo dell’ingegneria italiana e plaude al decreto per il recepimento delle indicazioni della Corte dei Conti. Diametralmente opposta la posizione dell’Anac: il presidente Giuseppe Busìa ha avvertito che il decreto non risolve il nodo della nuova gara pubblica, necessaria secondo il diritto europeo poiché il progetto è mutato radicalmente, passando da un finanziamento a maggioranza privata a uno integralmente pubblico. Busìa ha inoltre messo in guardia dal rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, chiedendo controlli più serrati. Durissimo anche il comitato “Invece del Ponte”, guidato da Guido Signorino, che parla di “alchimia contabile” per un’opera senza prospettive reali, denunciando il “congelamento imperdonabile” di risorse sottratte alle urgenze dei territori e della sicurezza infrastrutturale.

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