CARCERI - DE LUCIA AUDITO, ALLARME MAFIA E CELLULARI

di Viviana Sammito
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È scontro aperto sulla sicurezza e la gestione delle carceri italiane dopo l’audizione in Commissione Antimafia del Procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, il pm che riusci ad arrestare il superlatitante Matteo Messina Denaro. I dati emersi raccontano un’emergenza critica: solo a Palermo sono stati sequestrati quasi 300 cellulari in un anno e mezzo, a testimonianza di come i boss riescano ancora a comunicare all’esterno per ordinare ritorsioni. De Lucia ha inoltre lanciato l’allarme sulla disponibilità di armi da guerra e droni militari da parte dei clan. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il M5S chiederà dimissioni immediate per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, accusato di inadeguatezza, proponendo al contempo un pacchetto di cinque disegni di legge per blindare l’Alta Sicurezza. Sulla stessa linea il segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, che invita il Guardasigilli a scusarsi con i magistrati palermitani per gli attacchi dei giorni scorsi. A difesa dell’operato del Procuratore e degli agenti interviene infine Totò Burrafato, figlio del maresciallo assassinato dalla mafia nell’82, che definisce le parole di De Lucia «un doveroso riconoscimento al coraggio e ai sacrifici della Polizia Penitenziaria, costretta a lavorare a ranghi ridotti».

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