Quattro giovani detenuti hanno appiccato un incendio nelle celle dell’istituto penale minorile (IPM) Malaspina di Palermo e aggredito due agenti. Undici persone (tra agenti e detenuti) sono state ricoverate in codice rosso e giallo per intossicazione e traumi. I quattro detenuti responsabili dei disordini saranno trasferiti in istituti di pena fuori dalla Sicilia. I sindacati della polizia penitenziaria (Osapp, Uilfp, Uspp, Fns Cisl) hanno proclamato lo stato di agitazione. Denunciano turni stremanti, gravi carenze di organico colmate solo grazie al supporto degli agenti di Pagliarelli e Ucciardone, e il mancato allontanamento preventivo di soggetti problematici. Esponenti del PD e del Partito Radicale hanno effettuato un sopralluogo al carcere per adulti “Pagliarelli” di Palermo, denunciando un sovraffollamento critico: 1.489 detenuti a fronte di 1.166 posti regolamentari (con celle di 9 mq che ospitano tre persone anziché una). Il trend è in costante e preoccupante crescita negli ultimi mesi.
Un incendio è stato appiccato nelle celle del carcere minorile Malaspina a Palermo. Nove persone tra detenuti e personale penitenziario sono state soccorse dal personale del 118. Due sono state trasportate al Policlinico. Sono intervenuti i vigili del fuoco a supporto degli agenti di polizia. Ad intervenire anche la politica il PD e il Partito radicale che ieri hanno effettuato un sopralluogo al carcere “Antonio Lorusso” di Palermo. Il sovraffollamento nelle carceri italiane non è purtroppo una novità, ma quello che abbiamo visto al Pagliarelli va oltre il dato generale. In almeno 14 celle di circa nove metri quadrati vivono oggi tre persone, nonostante siano destinate a ospitarne una evidenziano dal partito. Al 23 agosto al Pagliarelli risultavano presenti 1.489 detenuti a fronte di 1.166 posti regolamentari, 69 dei quali non disponibili, “ma quello che ci preoccupa ancora di più – aggiungono – è che quanto abbiamo constatato non abbia affatto l’aspetto di una situazione temporanea e che possa, al contrario, ulteriormente aggravarsi. Anche l’andamento delle presenze degli ultimi mesi indica una crescita: erano 1.398 alla fine di maggio, 1.428 alla fine di giugno e sono diventate 1.489 il 23 agosto”. Gli standard indicati dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura prevedono per le celle condivise almeno quattro metri quadrati di spazio vitale per ciascuna persona detenuta, escludendo dal calcolo i servizi igienici.
Incendio al Malaspina, quattro detenuti trasferiti fuori dalla Sicilia
(ANSA) – PALERMO, 25 AGO – Quattro giovanissimi detenuti che ieri hanno appiccato l’incendio tra le celle del carcere minorile Malaspina e hanno aggredito due agenti della polizia penitenziaria saranno trasferiti e portati in altri istituti di pena fuori dalla Sicilia. E’ la decisione presa dopo che undici tra detenuti e agenti della penitenziaria sono stati trasportati in ospedale tra Civico, Villa Sofia e Policlinico in codice rosso e giallo sia per intossicazione che dopo le aggressioni subite dai detenuti.
E’ stato un intervento complesso quello del 118, impegnato con numerose ambulanze fuori dall’istituto di pena per trasportare i feriti. Le fiamme sono state spente dal personale in servizio al carcere. Fino a notte per fronteggiare l’emergenza è stato impiegato tutto il personale, compreso quello libero dal servizio del centro della giustizia minorile e le operazioni sono state coordinate dal dirigente del centro, Santino Ippolito, e dalla dirigente di polizia penitenziaria, Stefania Greco.
I segretari generali regionali di Osapp, Dario Quattrocchi, Uilfp Polizia Penitenziaria Gioacchino Veneziano, Uspp, Francesco D’Antoni e Fns Cisl Salvatore Turco hanno espresso vicinanza e sostegno al personale dell’Ipm di Palermo. “L’episodio ha ancora una volta evidenziato la gravissima carenza di personale dell’Ipm di Palermo già in servizio dalle 15, che ha dovuto proseguire ben oltre il proprio turno e, nelle prime ore successive all’evento, non risultavano disponibili unità sufficienti a garantire il necessario avvicendamento del personale, che è stato possibile grazie alla collaborazione del Prap Sicilia che ha messo disposizione poliziotti in servizio a carcere Pagliarelli ed Ucciardone per assicurare la continuità e la sicurezza del servizio”.
I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione, denunciando inoltre “la gestione di alcuni detenuti già protagonisti di comportamenti fortemente problematici”, perché “pare non risultava ancora formalizzata una richiesta di allontanamento dall’istituto”. (ANSA).