PROTESTA AUTOTRASPORTI - DOMANI CONFRONTO. ASSOTIR CHIEDE AIUTI

di Sarah Donzuso
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17 aprile ore 17:30.

Sono queste le coordinate della convocazione da parte dell’assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità per affrontare le problematiche generate dalla crisi in Medio Oriente: scopo della riunione è approntare iniziative per ridurre l’impatto sui costi dell’autotrasporto. A sedere al tavolo la Consulta Regionale per l’autotrasporto e la logistica.

A confrontarsi tutte le categorie del settore, compreso il Comitato Trasportatori Siciliani che da martedì è in protesta con i camion bloccati per non far arrivare la merce alla grande distribuzione.

Sciopero – si legge in una nuova nota inviata questa mattina alla stampa – andrà avanti ad oltranza perché il comitato, seppur parteciperà alla riunione di domani, crede che la Regione Siciliana non può risolvere il problemi e che toccherà al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti adottare misure risolutive.

Proprio il MIT ha convocato per domani le associazioni nazionali, che – afferma il comitato – non ci rappresentano e che non hanno proclamato nessun fermo, e se non verremo convocati anche noi come Comitato, non saremo in grado di gestire l’esasperazione degli autotrasportatori siciliani che a quel punto potrebbero riversarsi sulle strade e creare disagi alla circolazione.

Tra coloro che non hanno fermato i mezzi anche ASSOTIR che ha inviato una lettera aperta a tutte le Associazioni dell’Autotrasporto presenti nel Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori per rendere pubblico l’allarme che viene lanciato dalla categoria che sta esaurendo le proprie capacità di resistenza, e le conseguenze devastanti per l’intero Paese, qualora l’attività dei Trasportatori dovesse venir interrotta.

Assotir da tempo discute con il ministero dei trasporti di alcune criticità strutturali, come il caro gasolio, che però non hanno mai trovato soluzione.

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Ma non solo questo: c’è anche un problema speculativo con i prezzi dei beni di consumo aumentati anche del 30% scaricando la colpa sui trasporti, ma gli aumenti avrebbero dovuto essere al massimo del 5%

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