Il decreto legge è legge con 160 si, 110 no e 7 astenuti. La camera dei deputati dunque in via definitiva ha approvato il provvedimento formato da 10 articoli che introduce misure riguardanti l’attività dei commissari straordinari e le concessioni applicate su vari progetti. Al primo articolo si disciplina la prosecuzione dell’iter approvativo per la realizzazione del ponte che collegherà Sicilia e Calabria.
Altre norme riguardano la messa in sicurezza e di adeguamento del traforo del Gran Sasso e delle autostradali A24 e A25, la funzionalità dei commissari nominati per la realizzazione delle opere necessarie ai campionati di calcio europei Uefa 2032; i commissari straordinari della società Rete Ferroviaria Italiana; norme per accelerare la realizzazione della linea C della metropolitana di Roma e altre per la tutela e la salvaguardia della laguna di Venezia.
Durante le dichiarazioni di voto, il provvedimento è stato osteggiato dal centrosinistra e sostenuto convintamente dalla maggioranza.
“Ci accusano di essere ideologici nella nostra netta contrarietà al Ponte. Ma il nostro no al Ponte sullo Stretto è un no concreto, motivato da ragioni di natura ambientale, dall’alternativa potente di fare dello Stretto un parco naturale e dall’idea di una mobilità diversa. Dire che il Ponte serve per l’alta velocità ferroviaria è un grande imbroglio, la verità è che la viabilità in Calabria e in Sicilia è drammatica”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs
“sul Ponte ci sono aspetti inquietanti, perché di fatto è morto perché non c’è nessun atto che conferma che possa continuare il suo iter”, ha detto, p il dem Marco Simiani. Per il deputato Aldo Mattia di FdI, invece, “questo provvedimento ha aree di intervento molteplici, in primis il Ponte sullo stretto, ma ha un fine unico che è quello di realizzare e ammodernare le nostre infrastrutture per favorire la crescita”.