La festa di San Giorgio a Modica ha scatenato un acceso dibattito a seguito del richiamo del Vescovo di Noto, Monsignor Salvatore Rumeo, che ha criticato gli eccessi “pagani” e la scarsa spiritualità di alcuni momenti della processione. La comunità si è spaccata tra chi sostiene il ritorno a una liturgia più rigorosa e chi difende il fervore popolare dei “portatori”. Alcuni utenti sui social lamentano urla e comportamenti inadeguati in chiesa, definendo l’evento ormai uno “spettacolo” privo di fede. Altri, invece, vedono nel dinamismo dei giovani un segno di vitalità e appartenenza identitaria da non soffocare. Il giornalista Marco Sammito interviene nel dibattito sulla festa di San Giorgio a Modica con una lettera aperta rivolta al Vescovo di Noto, Monsignor Salvatore Rumeo. Il post suggerisce che un “laicismo esasperato” abbia appannato il raccoglimento e la preghiera, creando confusione tra i valori cristiani e la rappresentanza laica. La riflessione invita a guardare oltre l’euforia dei portatori, cercando le radici di questo scollamento proprio all’interno del dialogo tra le diverse anime della comunità. tra i commenti spicca anche quello dell’ex sindaco di modica, Piero Torchi, che interviene con una riflessione politica e culturale, rifiutando la dicotomia tra consenso istituzionale e popolare. Torchi sostiene che la fede si incarna necessariamente nelle culture concrete, fatte di canti e simboli, ricordando che non tutto ciò che è “folclore” è contrario al Vangelo. Citando il Re Davide che danzava davanti al Signore, Torchi sottolinea come il linguaggio gioioso e talvolta eccedente del popolo possa essere una forma autentica di devozione, auspicando che queste manifestazioni vengano valorizzate anziché eliminate. tra i commenti più sarcastici; ok, trasformiamo la festa di san giorgio in giorni di sola preghiera, spiritualità e riflessioni. e poi ci si ritrova a festeggiare il prete, il vescovo ed una settantina di fedeli. c’è chi auspica, come il portatore mike cannizaro, una mediazione, parlando di un dinamismo che non diminuisce la fede ma la arricchisce proponendo un dialogo tra la parte liturgica e il popolo modicano. Giorgio Moncada, presidente confcommercio modica, invita a non liquidare la polemica attuale come semplice populismo o come uno scontro tra gerarchia ecclesiastica e devozione popolare. Al contrario, esorta a trasformare questa tensione in un’opportunità di catechesi profonda, capace di restituire centralità al significato religioso della festa. Tra sacro e profano, la sfida resta quella di non trasformare la devozione in uno spettacolo vuoto, affinché il “padrone di casa” — la fede — non si senta ospite in casa propria.
SAN GIORGIO - LA POLEMICA CHE SPACCA
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