DATI LEA 2024 - LA SICILIA MIGLIORA, MA NON BASTA

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Arrivano i dati del monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza, i Lea, relativi al 2024, realizzato dal ministero della Salute e anticipato dal Sole 24 ore, e restituiscono un quadro con aspetti contrastanti. Se da un lato vi è un miglioramento generale, grazie anche agli investimenti del Pnrr e al rafforzamento dei servizi di prossimità, dall’altro persistono differenze significative tra le Regioni che incidono sull’equità di accesso alle cure. Tre le aree analizzate: prevenzione, assistenza territoriale e assistenza ospedaliera. Fanalini di coda Calabria, Sicilia, Provincia Autonoma di Bolzano e Molise che non raggiungono la sufficienza in tutti gli ambiti valutati. Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana restano al vertice della classifica confermando la forbice ampia tra Nord e Sud. Nel dettaglio, la Sicilia presenta un valore insufficiente nell’area della prevenzione, fermandosi al di sotto della soglia con 49 punti. L’area dell’assistenza territoriale è quella che ha visto i maggiori progressi, con Valle d’Aosta, Abruzzo e Sicilia che si sono contraddistinti per l’entità dei miglioramenti (29 punti ciascuno). “È fondamentale che il percorso di rafforzamento del sistema sanitario prosegua investendo sull’integrazione tra ospedale e territorio” ha commentato Nicola Montano, presidente Simi – Società Italiana di Medicina Interna. La medicina interna è chiamata ogni giorno a gestire pazienti sempre più anziani, fragili e affetti da più patologie, proprio le persone che risentono maggiormente delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. La complessità clinica crescente richiede percorsi assistenziali che escano dai presidi ospedalieri per avvicinarsi là dove i pazienti vivono, per una presa in carico continuativa, ridurre gli accessi impropri nei pronto soccorso e preservare l’equilibrio precario di salute prevenendo riacutizzazioni” conclude Montano. Sull’argomento è intervenuta anche la deputata del PD Ilenia Malavasi secondo la quale “Il diritto alla salute non può dipendere dal luogo di residenza. E le Regioni in testa dimostrano una cosa semplice: la sanità pubblica funziona, quando viene finanziata e organizzata con continuità”.