RAGUSA - POLEMICA (POLITICA) APERTURA VIA ROMA

di Viviana Sammito

Il sindaco di Ragusa Peppe Cassì ha annunciato la riapertura sperimentale al traffico di un tratto di via Roma, scatenando le critiche dell’opposizione e dei consiglieri comunali.
Mauro, Caruso, Bennardo e il Partito Democratico parlano di “giravolta politica” e “sindrome pre-elettorale”, ricordando che analoghe proposte erano state bocciate in passato.
Il primo cittadino giustifica la svolta con la necessità di ripristinare la circolarità dei flussi viari e contrastare gli assembramenti molesti che hanno interessato la zona.

Resta ora da verificare se la sperimentazione produrrà i benefici auspicati o se rimarrà un’operazione legata unicamente alle scadenze elettorali.

panchine con assembramenti molesti problemi cin il decoro

Via Roma, Mauro e Caruso: «Cassì, come si cambia per non morire… È la sindrome pre-elettorale”

“Come si cambia per non morire», cantava Fiorella Mannoia. Una canzone che racconta la trasformazione come una necessità per andare avanti. Parole che, con un pizzico di ironia, sembrano adattarsi perfettamente alla giravolta politica del sindaco Peppe Cassì su via Roma.
“Alla fine il sindaco è stato costretto a cambiare idea. Dopo avere difeso per anni una determinata impostazione sul centro storico e sulla pedonalizzazione di via Roma, oggi fa marcia indietro e sceglie proprio quella soluzione che noi avevamo indicato da tempo”.
Lo dichiarano congiuntamente i consiglieri comunali Gaetano Mauro (MPA) e Rosanna Caruso (DC), intervenendo sulla decisione dell’Amministrazione Cassì di riaprire sperimentalmente al traffico il tratto di via Roma compreso tra corso Italia e via Sant’Anna.
“Non possiamo che essere soddisfatti del risultato – affermano Mauro e Caruso – perché dimostra che la nostra proposta, unitamente ai consiglieri Bernanrdo e Zagami, non era né provocatoria né improvvisata. Nasceva dall’ascolto dei commercianti, dei residenti e di quanti vivono quotidianamente il centro storico e ne conoscono le difficoltà e il progressivo impoverimento”.
Secondo i due consiglieri, però, la tempistica della decisione dell’Amministrazione non sarebbe affatto casuale.
“Cassì è ormai all’angolo e, con le prossime scadenze elettorali che si avvicinano, sembra essere entrato in piena sindrome pre-elettorale: quella particolare condizione che porta a rinnegare convinzioni e scelte sostenute per anni pur di recuperare consenso e raggiungere il proprio obiettivo politico”.
Mauro e Caruso sottolineano come il malcontento nel centro storico non potesse più essere ignorato.
“Probabilmente qualcuno a Palazzo dell’Aquila si è finalmente accorto che continuare a fare finta di nulla avrebbe significato pagare un prezzo politico pesante. I commercianti hanno bisogno di clienti, le attività di maggiore visibilità, i residenti di un quartiere vivo e frequentato. E quel disagio rischiava inevitabilmente di trasformarsi in perdita di consenso”.
Da qui, secondo Mauro e Caruso, la giravolta del sindaco.
“Quando proponemmo di sperimentare la riapertura di via Roma ci fu chi guardò alla nostra iniziativa con sufficienza. Oggi l’Amministrazione fa esattamente ciò che avevamo chiesto: apertura al traffico accompagnata da momenti di pedonalizzazione, in modo da verificare concretamente quale soluzione possa produrre maggiori benefici”.
“Ben venga quindi il ripensamento – proseguono – perché quando una scelta è utile alla città non abbiamo difficoltà a riconoscerlo. Ma sarebbe intellettualmente poco corretto far passare questa decisione come una nuova intuizione dell’Amministrazione. Non è una nuova idea: è una retromarcia politica, maturata quando è diventato evidente che commercianti e residenti non erano più disposti ad accettare un modello che, alla prova dei fatti, non ha prodotto i risultati sperati”.
Per Mauro e Caruso la vicenda lascia infine una considerazione politica più ampia.
“Se per ascoltare cittadini, commercianti e opposizione bisogna aspettare che si avvicinino le elezioni, allora forse il problema non era trovare le soluzioni, ma avere la volontà politica di adottarle. Noi continueremo a fare proposte nell’interesse della città. Se la sindrome pre-elettorale servirà almeno a farne accogliere qualcuna, Ragusa potrà consolarsi: meglio una giravolta tardiva che perseverare nell’errore”.
E, tornando alla citazione iniziale, Mauro e Caruso concludono con una battuta: «Come si cambia per non morire? A quanto pare, a Palazzo dell’Aquila hanno finalmente trovato la risposta”.

UN TRATTO DI VIA ROMA RIAPRE AL TRAFFICO, IL CONSIGLIERE BENNARDO: “IL SINDACO CASSI’ SI APPROPRIA DELLA NOSTRA IDEA DI UN ANNO E MEZZO FA E LA SPACCIA PER SUA”

«Era il febbraio del 2025 quando, insieme ai colleghi Zagami, Caruso e Mauro, depositammo un atto di indirizzo sollecitati da numerosi cittadini e residenti: chiedevamo di valutare l’apertura sperimentale di un tratto di via Roma al traffico veicolare. Una proposta semplice, circostanziata, fondata sulle esigenze di chi vive e lavora nel centro storico».

A ricordarlo è il consigliere comunale Federico Bennardo, che ripercorre le tappe di una vicenda tornata oggi di stretta attualità. «Quell’atto – spiega – venne bocciato con motivazioni che, alla luce dei fatti, appaiono quantomeno singolari. In aula ascoltammo dichiarazioni nette: “Non pensiamo che aprire via Roma al transito sia una possibile soluzione”, oppure “È un ossimoro che siano i più giovani a chiedere una cosa del genere”. C’è chi arrivò a dire che non solo non condivideva la proposta, ma che avrebbe chiuso anche il tratto da via Ss. Salvatore in poi. Altri sostenevano che non potesse essere una scelta viabilistica, né tantomeno una decisione d’istinto».

Ora, prosegue Bennardo, «da un post social del sindaco apprendiamo che l’Amministrazione ritiene opportuno aprire da subito, e in via sperimentale, proprio un tratto di via Roma al traffico veicolare. Esattamente ciò che avevamo proposto noi un anno e mezzo fa».

Da qui la domanda che il consigliere pone pubblicamente: «Di quell’atto di indirizzo, a non andar bene, erano soltanto i proponenti? È legittimo chiedersi come si possa amministrare una città privilegiando la contrapposizione politica rispetto al merito delle proposte. Non si può bocciare un’idea quando arriva dall’opposizione e poi riproporla identica quando conviene alla maggioranza».

Bennardo conclude con un appello alla coerenza istituzionale: «Le esigenze dei cittadini non hanno colore politico. Chi governa ha il dovere di ascoltare, valutare e decidere nell’interesse della comunità, non sulla base di chi presenta una proposta. Chiediamo spiegazioni agli enti competenti e all’Amministrazione comunale: la città merita trasparenza e rispetto».

Riapertura al traffico di Via Roma, PD Ragusa: “Cassì nel 2023 voleva mettere il pedone al centro, nel 2026 rimette al centro le automobili”

“Nel 2023 Peppe Cassì si ripresentava agli elettori indicando la sicurezza del pedone come una delle priorità del suo secondo mandato e spiegava che Ragusa avrebbe dovuto guardare alle città europee, passando dalla centralità dell’auto alla centralità del pedone. Tre anni dopo, la grande svolta è riaprire alle automobili un’area pedonale. Più che un cambio di viabilità, sembra un’inversione a U sui propri valori”.
Il Partito Democratico di Ragusa interviene sulla decisione annunciata dal sindaco di riaprire sperimentalmente al traffico il tratto di via Roma compreso tra corso Italia e via Sant’Anna.
“È una scelta che consideriamo sbagliata e profondamente anacronistica. Mentre tante città lavorano per aumentare gli spazi destinati alle persone, ridurre il traffico nei centri e recuperare spazio pubblico, a Ragusa accade il contrario: uno spazio conquistato dai pedoni viene riconsegnato alle automobili. E a farlo è proprio il sindaco che aveva costruito una parte della propria campagna elettorale sulla pedonabilità”.
Ma per il PD il punto politico più importante riguarda le ragioni che hanno portato a questa decisione.
“Il problema di via Roma non è mai stato che mancassero le automobili. Il problema è che in questi anni l’amministrazione Cassì non è riuscita a costruire attorno al centro storico una vera politica di rilancio. Servivano politiche per riportare residenti, attività economiche e servizi, incentivi per chi investe, una programmazione culturale continuativa e una strategia capace di rendere il centro vivo durante tutto l’anno. Oggi si prende atto del fallimento e si propone come soluzione il ritorno delle macchine”.
Un ragionamento che, sottolineano i democratici, contiene una contraddizione ammessa dallo stesso sindaco: “Cassì riconosce che altre strade da sempre aperte al traffico hanno subito una desertificazione persino peggiore. Dunque sa perfettamente che non sono le automobili a far vivere il commercio. E allora perché sacrificare un’area pedonale?.
Il sospetto è che, con le elezioni regionali ormai all’orizzonte, si preferisca assecondare una richiesta particolare nella speranza di raccogliere qualche consenso, anziché difendere una visione complessiva della città. Ma lo spazio pubblico non può diventare merce di scambio elettorale”.
“Del resto, le giravolte del sindaco Cassì ormai non dovrebbero sorprenderci. Si era presentato come il campione del civismo, arrivando a definire i partiti dei ‘gusci vuoti’, salvo poi aderire a Forza Italia. Nel 2023 chiedeva agli elettori un secondo mandato promettendo di mettere al centro il pedone e oggi restituisce alle automobili uno spazio pedonale. A questo punto”, concludono dal PD, “più che domandarci quale sia la posizione del sindaco, dovremmo chiedergli quanto tempo intenda mantenerla”.

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