Prosegue la discesa dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio. I dati di oggi dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano il secondo giorno consecutivo di calo dei prezzi medi, anche per effetto degli adeguamenti al ribasso indicati dalle compagnie petrolifere. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità self service è pari a 1,785 euro/l per la benzina e 2,166 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,817 euro/l per la benzina e 2,196 euro/l per il gasolio.
Livelli dei listini alla pompa che, tuttavia, rimangono ancora elevatissimi, e rispetto al periodo pre-conflitto costano agli italiani la bellezza di quasi 150 milioni di euro in più a settimana solo a titolo di maggiori costi di rifornimento, calcola l’associazione, dichiara il Codacons. Nel confronto con i prezzi medi praticati sulla rete italiana a fine febbraio, prima dello scoppio del conflitto in Iran, e nonostante il taglio delle accise disposto dal governo, il gasolio costa nell’ultimo periodo oltre un quarto in più, con un aumento alla pompa del +26%, mentre la benzina è rincarata di circa il 7%, rileva il Codacons.
“Tradotto in soldoni, un pieno di diesel costa circa 23 euro in più rispetto a febbraio, un pieno di benzina circa 5,8 euro in più – sottolinea l’associazione – Considerati i consumi medi giornalieri di carburanti solo sulla rete ordinaria, ossia su strade e autostrade, gli italiani si ritrovano a pagare oltre 148 milioni di euro in più a settimana per i propri rifornimenti: 128,7 milioni di euro in più per il gasolio, 19,5 milioni in più per la benzina”.
“Lo Stato italiano, attraverso Iva e accise che pesano sui carburanti incamera ogni settimana circa 61 milioni di euro in più rispetto allo scorso febbraio grazie ai rincari registrati alla pompa”, conclude il Codacons.
CARO CARBURANTE - PROSEGUE LA DISCESA DEI PREZZI
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