CCPM - REGIONE CHIEDERA’ PROROGA AL “BAMBINO GESU'”

di Viviana Sammito
32 visite

La Regione siciliana chiederà al Bambino Gesù di Roma la disponibilità alla proroga della convenzione con il centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina in scadenza il 30 giugno, in attesa anche della decisione del ministero della Salute sul piano della rete ospedaliera siciliana inviato dal governo Schifani. E’ quanto emerso dalla seduta della commissione Sanità dell’Assemblea regionale siciliana che stamani ha sentito in audizione l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso e tutti i protagonisti della vicenda che si trascina da tempo con il comitato dei familiari dei pazienti di Taormina in agitazione da giorni dopo l’annuncio del Bambino Gesù di non proseguire il rapporto. La riunione è prevista a Roma la prossima settimana. Nel piano della rete ospedaliera siciliana è previsto il mantenimento della cardiochirurgia pediatrica di Taormina agganciata al Policlinico di Catania e la nascita a Palermo del polo principale. Per il presidente della commissione Sanità dell’Ars, Pippo Laccoto (Lega), “è necessario dare continuità alla gestione della cardiochirurgia pediatrica di Taormina”. E “in attesa dell’approvazione della rete da parte dei ministeri della Salute e delle Finanze chiederemo al Bambin Gesù di dare continuità al servizio. Vogliamo rassicurare tutti sul fatto che non ci sarà alcuna interruzione”.L’assessore Caruso la prossima settimana incontrerà il presidente e il direttore del Bambin Gesù per capire come collaborare e dare continuità ad un percorso che ci possa portare, nel tempo, ad acquisire le professionalità necessarie a camminare con le nostre gambe. ” continueranno ad essere forniti i farmaci necessari”, ha garantito l’assessore Caruso. Maria Francesca Briganti, coordinatore siciliano de “Le Partite Iva Italia”, sottolinea come il “Decreto Balduzzi” risulti incompatibile con la realtà siciliana, poiché non tiene conto degli svantaggi strutturali legati all’insularità e al caro voli. L’obiettivo è scongiurare una “migrazione sanitaria” forzata verso il Nord per i piccoli pazienti siciliani e calabresi.

Potrebbe interessarti anche: