L’ipotesi di un commissariamento per il Ponte sullo Stretto di Messina infiamma il dibattito pubblico e solleva un coro di proteste da parte di ambientalisti e comitati civici. Le indiscrezioni su una possibile nomina governativa per sbloccare l’opera vengono accolte come l’ennesima “scorciatoia” politica per aggirare ostacoli tecnici e normativi giudicati insormontabili. Secondo il WWF, la figura del commissario non avrebbe il potere legale di derogare alle rigide normative comunitarie e nazionali che regolano appalti, concorrenza e tutela ambientale. “Sarebbe l’ennesima forzatura”, denuncia il WWF Italia in una nota ufficiale. L’associazione sottolinea come la procedura stia già collezionando “record di pasticci” e avverte: nessun commissario può derogare alle normative ambientali e di sicurezza sismica dell’Unione Europea. Il timore è che si tratti di un’operazione manifesto per coprire le lacune tecniche di un progetto che deve ancora rispondere a 62 prescrizioni della Commissione VIA. Ancora più duro il commento dell’associazione “Invece del ponte”, che punta il dito contro la possibile scelta di Pietro Ciucci come commissario. Il manager, protagonista da oltre vent’anni del progetto, viene descritto come l’emblema di una gestione che ha prodotto “costi enormi e strutture inutili” senza mai arrivare a un piano approvabile. Non ha alcuna intenzione di replicare al momento, l’amministratore delegato Ciucci. L’associazione parla di un “modello di potere” che sceglie di investire risorse su un’opera simbolica mentre le infrastrutture essenziali del Mezzogiorno – ferrovie e trasporti locali in primis – restano in condizioni drammatiche. Il timore comune è che il commissariamento sia solo un’operazione manifesto per tentare di restituire credibilità a una volontà politica ormai compromessa. Le associazioni chiedono al Governo di non avventurarsi su una strada che rischierebbe di provocare un totale cortocircuito amministrativo, ribadendo che nessuna nomina speciale può sostituire la necessaria correttezza delle procedure tecniche finora mancata.
Wwf, un commissario di governo per il Ponte sullo stretto sarebbe l’ennesima forzatura
‘Ci auguriamo che il governo non si avventuri su questa strada’
(ANSA) – ROMA, 15 GEN – La nomina di un commissario di governo per il Ponte sullo Stretto di Messina “sarebbe un’ennesima forzatura: si tratterebbe dell’ennesimo pasticcio per una procedura che sta collezionando il record di pasticci”. Lo afferma il Wwf Italia osservando che “alla luce delle problematiche emerse rispetto l’applicazione della normativa comunitaria e nazionale, sia ambientale che relativa a concorrenza e appalti, non si capisce quali poteri possano essere legittimamente attribuiti ad un commissario straordinario per derogarvi”.
Per la ong, “di certo non esiste Commissario che possa risolvere questioni di merito relative ai test, alle verifiche e alle analisi dell’opera sugli aspetti sismici e strutturali oltre che ambientali e naturalistici che sono ancora in corso anche a seguito delle prescrizioni della Commissione Via”.
Un’eventuale nomina commissariale, aggiunge il Wwf, “rientrerebbe in questo approccio che ha dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: sarebbe quindi perseverare in un incaponimento lontanissimo dagli interessi reali degli italiani e dagli interessi economici e finanziari dello Stato oltre che delle Regioni Sicilia e Calabria. Ci auguriamo che il Governo non si avventuri su questa strada. Se così non fosse saremmo difronte all’ennesima forzatura messa in campo per non affrontare i nodi di un progetto insostenibile da tutti i punti di vista e che fino ad oggi ha collezionato sonore bocciature, oltre che ad un totale cortocircuito amministrativo che certo non aiuterà a ristabilire la corretta procedura fin qui mancata”. (ANSA).
Invece del ponte, ‘Ciucci commissario? segnale allarmante’
Associazione: “Manager è da oltre venti anni protagonista dello squinternato progetto”
(ANSA) – MESSINA, 15 GEN – “Le notizie su una possibile nomina di Ciucci a commissario per il ponte sullo Stretto rappresentano l’ennesimo segnale allarmante sulla gestione delle grandi opere in Italia”. Lo dice in una nota l’associazione “Invece del ponte – Cittadini per lo sviluppo sostenibile dell’area dello Stretto di Messina” commentando l’ipotesi riportata da Repubblica.
“Ciucci è da oltre vent’anni uno dei principali protagonisti dello squinternato progetto del ponte – continua – Un progetto che lo stesso Ciucci non è mai riuscito a rendere nemmeno approvabile, ma che ha prodotto nel tempo costi enormi, strutture societarie inutili, studi ripetuti e compensi elevatissimi. Il bilancio politico e tecnico di questa esperienza è sotto gli occhi di tutti. In qualunque Paese, che premi competenza e risultati, tutto ciò porterebbe a un cambio radicale di classe dirigente. In Italia, invece, sembra portare a nuove nomine”.
“Questa scelta – conclude Invece del ponte – non parla di infrastrutture, ma di un modello di potere: lo stesso che continua a investire risorse su un’opera simbolica, mentre reti ferroviarie, trasporti locali, messa in sicurezza del territorio e servizi essenziali restano drammaticamente carenti, soprattutto nel Mezzogiorno”. (ANSA).
Wwf, ‘commissario per il ponte sullo Stretto? Ennesimo pasticcio’
Associazione: “Governo non si avventuri su questa strada”
(ANSA) – PALERMO, 15 GEN – La notizia che sta circolando circa la possibile nomina di un commissario di governo per il ponte sullo Stretto di Messina è sorprendente: si tratterebbe dell’ennesimo pasticcio per una procedura che sta collezionando il record di pasticci. Alla luce delle problematiche emerse rispetto l’applicazione della normativa comunitaria e nazionale, sia ambientale che relativa a concorrenza e appalti, non si capisce quali poteri possano essere legittimamente attribuiti ad un commissario straordinario per derogarvi” Lo dice in una nota il Wwf.
“Inoltre di certo non esiste Commissario che possa risolvere questioni di merito relative ai test, alle verifiche e alle analisi dell’opera sugli aspetti sismici e strutturali oltre che ambientali e naturalistici che sono ancora in corso anche a seguito delle prescrizioni della Commissione Via – prosegue -. Sembrerebbe che anche la nomina di un commissario, così come il Ponte stesso e tutte le opere e promesse miracolistiche a questo connesso, rientri in un’operazione manifesto con cui si vuole più ribadire una volontà politica, ora fortemente compromessa sul piano della credibilità, che non risolvere problemi che in buona parte sono frutto di una frettolosa ricerca di scorciatoie che il Governo ha fatto approvare al Parlamento con normative speciali sottoposte a voto di fiducia”. “Un’eventuale nomina commissariale rientrerebbe in questo approccio che ha dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: sarebbe quindi perseverare in un incaponimento lontanissimo dagli interessi reali degli italiani e dagli interessi economici e finanziari dello Stato oltre che delle Regioni Sicilia e Calabria” conclude.