SAN GIOVANNI LA PUNTA - SCOPERTO LABORATORIO DI ARMI STAMPATE IN 3D

di Marco Scavino

Non servono più fonderie clandestine o canali di contrabbando transfrontalieri per rifornire la criminalità. Oggi le armi si stampano in un garage, partendo da un file digitale e da pochi litri di resina liquida. È la preoccupante realtà emersa a San Giovanni La Punta, comune della cintura metropolitana di Catania, dove gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Catania hanno smantellato una vera e propria officina tecnologica dedicata alla realizzazione delle cosiddette “Ghost guns” . Un garage anonimo, alle porte di Catania, trasformato nella frontiera tecnologica del mercato nero delle armi. Il cuore pulsante del sistema era una stampante 3D professionale collegata a una chiavetta USB. All’interno, i file di progetti tridimensionali pronti a prendere vita attraverso particolari polimeri e resine liquide.Oggetti apparentemente di plastica, ma letali. Secondo i tecnici, se assemblati con i corretti elementi meccanici, questi manufatti possono sparare. Nel laboratorio è stata trovata anche una pistola lanciarazzi front-firing calibro 22, completa di munizioni e cartucce a salve.Ma il business del ventisettenne arrestato non si fermava alle armi. Nel suo appartamento la Polizia ha scoperto una boutique della droga: ketamina, hashish, MDMA e la rarissima sostanza sintetica “jungle spice”. Trovati anche oltre 5.600 euro in contanti. Il giovane, formalmente disoccupato, si trova ora in carcere. Il Gip ha convalidato l’arresto per spaccio e detenzione illegale di armi.

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