Gaetano Debole ha rassegnato le dimissioni irrevocabili da presidente dell’associazione antiracket FAI di Leonforte e coordinatore provinciale. La revoca della tutela a Debole, avvenuta proprio mentre i soggetti da lui denunciati rientravano a Leonforte, è il motivo per cui l’imprenditore ha scelto di lasciare i suoi incarichi, ritenendo che lo Stato non stia garantendo la reciprocità necessaria. La decisione, “maturata con profondo rammarico”, scaturisce dalla recente revoca della misura di tutela personale di cui l’imprenditore beneficiava. Debole ha denunciato un paradosso istituzionale allarmante: la tutela è stata ritirata proprio in concomitanza con la scarcerazione dei soggetti che lo avevano minacciato e che erano stati arrestati grazie alle sue denunce. In particolare, l’attività coraggiosa di Debole è legata a una delle più importanti operazioni antimafia del territorio: l’operazione “Homo Novus”: Gaetano Debole non ha denunciato un singolo individuo, ma un vero e proprio sistema estorsivo. Senza adeguate garanzie di sicurezza, l’imprenditore ha dichiarato l’impossibilità di proseguire il proprio impegno civile con la necessaria serenità. Immediata la reazione dei vertici regionali e provinciali di CGIL e Fillea, che si dicono “interdetti” per il provvedimento, definendo Debole un presidio fondamentale contro il racket nel territorio. La vicenda riaccende il dibattito sul rischio di isolamento per chi si espone contro la criminalità organizzata, lasciando un vuoto nel coordinamento delle attività di contrasto alle estorsioni nella provincia di Enna. Gaetano Debole, denunciò nel 2018, un avvertimento: Tre croci tracciate con un punteruolo sul cofano anteriore della sua auto.
ANTIRACKET LEONFORTE - SI DIMETTE PRESIDENTE DOPO REVOCA TUTELA
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