L’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit ha reso noto che oggi il prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2 euro a litro per la benzina e 2,12 euro/l per il gasolio, che sulla rete autostradale, arriva a 2,2. Una situazione non più sostenibile, per questo il governo sta valutando l’attivazione delle accise mobili, il meccanismo che finanzia un taglio delle imposte con il maggior gettito Iva incassato quando sale il prezzo del petrolio. Il tema è stato al centro di un incontro tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’attivazione, però, non è automatica ma richiede un apposito decreto e per i consumatori, comunque, non cambierebbe più di tanto. Lo sconto stimato alla pompa, infatti, sarebbe di circa 7-10 centesimi al litro. E se ieri sul tema era intervenuta l’on. Chiara Appendino, oggi il M5S rincara la dose con il capogruppo al Senato, Luca Pirondini, che fa riferimento ai fischi che hanno accolto la premier a Taranto durante l’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo. “Il rientro dalle vacanze – dice – si sta trasformando in una stangata da quasi 300 euro a famiglia tra carburante e pedaggi. I fischi sono lo schiaffo della realtà contro un governo incapace di bloccare le speculazioni e totalmente disconnesso dai problemi quotidiani dei cittadini”. E di controesodo, il primo è ufficialmente iniziato ieri, parla anche il Codacons. “Per un tragitto di 500 km e con un consumo medio di carburante – dice l’associazione – si spendono circa 69 euro, più 30-40 euro di pedaggio. Con le normali soste lungo il viaggio, il conto arriva a un centinaio di euro, ma può essere molto più salato. Per milioni di italiani tornare a casa dalle vacanze in autostrada rappresenta una spesa aggiuntiva che, sulle percorrenze più lunghe, può arrivare a circa 270 euro a famiglia. Il viaggio di ritorno rischia di essere l’ultima, pesante stangata delle vacanze” conclude il Codacons. Per Assoutenti, infine, “Il governo deve reperire al più presto le risorse necessarie per tagliare in modo consistente le accise sui carburanti e deve farlo in fretta, perché la salita senza sosta dei prezzi alla pompa rischia di avere effetti devastanti sull’economia italiana”. Secondo l’associazione i soldi si possono trovare intervenendo sia sugli extra- profitti di petrolieri e società energetiche, che si stanno arricchendo grazie all’attuale crisi, sia sugli utili record di banche e assicurazioni, in modo da redistribuire la ricchezza.
CARO CARBURANTI - TRA ACCISE MOBILI, FISCHI E CONTROESODO
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