La privatizzazione degli scali di Catania e Comiso e dunque il sistema di gestione aeroportuale è nel perimetro del Golden Power: ad affermarlo è il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, oggi a Catania per i 100 anni di Confindustria etnea.
Un’occasione per parlare di sviluppo e investimenti che passano anche dal processo di privatizzazione degli scali gestiti da SAC ma anche, in futuro, quelli di Palermo e Trapani.
Gli aeroporti di Catania e Comiso sono attrattivi, almeno stando a giudicare le manifestazioni di interesse che sono arrivate alla scadenza del termine, manifestazioni per l’acquisizione di una partecipazione azionaria di maggioranza, pari ad almeno il 51% del capitale sociale.
14 le proposte arrivate.
Ma serve tutelare l’occupazione: oggi arriva infatti anche l’appello della Cisal che chiede chiarimenti, entro 15 giorni, sulle regole di governance che resteranno in capo alla componente pubblica dopo la cessione della quota di maggioranza, regole che non possono essere conosciute esclusivamente dagli operatori economici ammessi alla seconda.
La Cisal chiede anche garanzie occupazionali fino al 2049.
C’è poi il dubbio avanzato del coordinatore della Lega in sicilia Nino Germanà secondo il quale la valutazione della società Sac spa pare sia condizionata da una frettolosa e solitaria scelta del socio di maggioranza, cioè la Camera di Commercio sud-est, da oltre tre anni guidata da un commissario straordinario.
A rispondere è proprio il ministro Urso
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