SIRACUSA - CONFISCA DI BENI PER 3 MLN AL BOSS GIULIANO

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Beni per un valore di circa tre milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia di Catania a Salvatore Giuliano, ritenuto il capo dell’omonimo clan del Siracusano attivo tra Pachino e Portopalo di Capo Passero e storicamente alleato della cosca mafiosa catanese dei Cappello. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale del capoluogo etneo che ha accolto la proposta avanzata dalla procura, sulla base di quanto emerso dalle indagini. Secondo la Procura di Catania, Giuliano avrebbe iniziato la carriera criminale da giovanissimo, scalando i vertici dell’organizzazione mafiosa fino a diventarne il capo indiscusso. La sua figura viene descritta come caratterizzata da una “spiccata caratura criminale” e da una “indiscussa pericolosità sociale”, maturata attraverso numerosi reati commessi nel corso degli anni, tra cui associazione mafiosa, estorsioni e delitti contro il patrimonio. Con l’operazione Araba Fenice, coordinata dalla Dda di Catania, sarebbero stati documentati i legami tra il clan Giuliano e i vertici della cosca Cappello e proprio nell’ambito di quell’inchiesta, Salvatore Giuliano era stato condannato dal Tribunale di Siracusa, nel 2022, a 24 anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione. La confisca di oggi è la fase finale del sequestro del novembre del 2024 e interessa aziende agricole, 15 immobili tra terreni e fabbricati, rapporti bancari e postali con disponibilità superiori ai mille euro, e la confisca per equivalente della somma di 134.500 euro, ai sensi del Codice Antimafia.

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