E’ entrata nel vivo la maxi-inchiesta per corruzione in Sicilia: l’ex vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip di Palermo, depositando però una memoria di 250 pagine. L’accusa sostiene che l’avvocato abbia incassato tangenti mascherate da parcelle legali dal collega Pierluigi Matta, anch’egli indagato e che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Armao respinge ogni addebito e chiarisce: «Quei soldi erano prestiti tra amici quarantennali o anticipi di attività professionali comuni regolarmente fatturate». Ironizzando sullo scambio di denaro filmato in auto e sulla somma custodita in un pendolo di casa, l’ex esponente politico si dichiara tranquillo e fiducioso. Nell’ambito degli interrogatori preventivi, il deputato regionale Giuseppe Lombardo ha invece risposto per tre ore ai pm smentendo assunzioni pilotate alla Onlus Samo, mentre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Luigi Zancla e l’ex ad di Cva Cva,Compagnia Valdostana delle Acque) il Giuseppe Argirò, che ha respinto le accuse. La Procura di Palermo mantiene la linea dura e ha confermato la richiesta di arresti domiciliari per tutti i principali indagati.
INDAGINE ARMAO - CORRUZIONE, DEPOSITATE MEMORIE DIFENSIVE
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