Un sequestro di beni, disponibilità finanziarie e denaro per mezzo milione di euro è stato eseguito dal Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare in provincia di Messina a seguito di un Decreto emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari al Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Europea, nell’ambito dell’attività investigativa definita “Grazing Code”. Al centro delle indagini l’illecito profitto commesso da 4 imprenditori agricoli. Scoperta una sofisticata truffa aggravata finalizzata al conseguimento illecito di contributi pubblici destinati al comparto agricolo ed erogati dall’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura). Gli allevatori indagati, benché, nelle domande di pagamento in ambito PAC, avessero attestato di aver svolto attività di “Pascolamento” su superfici agricole al di fuori dal compendio aziendale, non avevano attivato il prescritto “codice pascolo”, necessario all’espletamento delle attività sui terreni. Così facendo avevano volutamente eluso il controllo veterinario circa la reale movimentazione dell’allevamento che costituisce una delle condizioni richieste dalla normativa per l’erogazione del contributo. L’operazione testimonia l’impegno dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare su tutto il territorio nazionale nel contrasto alle frodi e rappresenta l’esito dell’ azione di contrasto posta in essere dalla Procura Europea, con l’adozione di provvedimenti che hanno consentito il recupero di indebite somme percepite in violazione della normativa vigente e a discapito dei numerosi imprenditori onesti.
MESSINA - TRUFFA UE, SEQUESTRO DI BENI E DENARO
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