DEMOCRAZIA CRISTIANA - E’ GUERRA APERTA PER LEADERSHIP E SIMBOLO

di Viviana Sammito

Uno scontro totale, a colpi di delibere e carte bollate, quello che sta lacerando la Democrazia Cristiana. Un vero e proprio caos istituzionale in cui emerge il sospetto a questo punto dell’esistenza di due Consigli Nazionali e perfino di due diversi Collegi dei Probiviri, capaci di emettere pronunciamenti opposti e reciprocamente paralizzanti. Da una parte c’è la fazione di Gianpiero Samorì, incoronato all’Hotel Ergife di Roma segretario nazionale per acclamazione. L’avvocato emiliano rivendica la piena legittimità del XXI Congresso nazionale, forte del via libera d’urgenza di un Collegio dei Probiviri che ha annullato la sua sospensione dal partito e bocciato il ricorso al Tribunale di Roma. Per Samorì, la nomina a segretario dell’avversario Carmelo Pace – risalente al 30 settembre – è carta straccia, un atto nullo che azzera ogni veto sul congresso. Dall’altra parte barricata tuona Carmelo Pace, deputato regionale e referente della linea cuffariana. L’Onorevole disconosce radicalmente l’assise di Roma, bollandola come una “riunione privata del tutto illegittima e priva di valore giuridico”. Rivendicando la guida della Direzione Nazionale e supportato dal Presidente del Consiglio Nazionale Renato Grassi, Pace sostiene che il ricorso ex articolo 700 c.p.c. per bloccare l’evento sia ancora pendente in Tribunale e promette azioni legali per diffidare i rivali dall’uso di nome e simbolo della DC. Mentre Samorì promette di preparare lo scudo crociato alle prossime elezioni politiche in meno di un anno, i giudici civili dovranno prima sciogliere il nodo di una leadership sdoppiata al vertice: A ROMA ED IN SICILIA DUE REALTA’ DOVERS E SEPARATE CHE SI CONTENDONO OLTRE ALLA LEADERSHOP IL SIMBOLO

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