Giornata intensa ieri nelle commissioni dell’ARS. Per un emendamento approvato in commissione regolamento, ossia la norma del M5S contro i deputati che cambiano partito politico dopo essere stati eletti, ce n’è uno che è stato bocciato, scatenando le ire dei pentastellati. E’ quello per il “Fondo regionale per il bonus caro energia” che, nell’ambito delle variazioni al bilancio della Regione siciliana, sarebbe servito a destinare 100 milioni alle famiglie e alle imprese. “Si tratta, tra l’altro, di un emendamento – dicono dal M5S – la cui dotazione finanziaria sarebbe stata coperta per metà dalle royalties che le compagnie versano alla Regione per l’estrazione degli idrocarburi davanti alle coste isolane”. Bocciata dalla commissione Bilancio un’altra norma del M5S, inserita nel ddl variazioni, che prevedeva precisi criteri per l’erogazione dei fondi ai Comuni. «Senza criteri oggettivi – denunciano i deputati – ci saranno sempre figli e figliastri tra i 391 Comuni della Sicilia e ancora una volta rischieranno di essere penalizzati quelli senza ‘Santi in Paradiso’. Di questo passo le mancette all’Ars non moriranno mai». La norma prevedeva che l’erogazione dei fondi destinati ai Comuni per infrastrutture e opere pubbliche venisse fatta in base alle fasce di popolazione, con un minimo di 100 mila euro ed un massimo di 350 mila euro per tutelare le comunità più piccole. E poi c’è Noi Moderati, partito che di recente si è autosospeso dalla maggioranza di centrodestra, e che invece va all’attacco per la bocciatura in commissione Bilancio dell’emendamento alla manovrina che prevedeva l’aumento del monte ore per i lavoratori ex Pip ed ex Keller, che rappresentano metà dell’organico della Sas, la società partecipata con il maggior numero di dipendenti pubblici di tutta la regione. L’on. Marianna Caronia parla di “uno schiaffo per chi da anni attende la dignità del posto di lavoro” e di “migliaia di famiglie siciliane costrette a indebitarsi, facendo balzare Palermo e la Sicilia ai primi posti per indebitamento pro capite”. Altro fronte caldo quello del futuro del consorzio per le autostrade siciliane. “Il governo regionale ha gettato la maschera – accusa, Giuseppe Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord in riferimento al parere contrario all’emendamento presentato per sostenere il piano di risanamento 2026-2028 predisposto dal consiglio direttivo del Cas. “Avevamo proposto un intervento straordinario di 40 milioni per consentire la regolare prosecuzione della gestione della rete autostradale. Il governo ha scelto di dire no” conclude Lombardo.
ARS - GLI EMENDAMENTI BOCCIATI E LE CRITICHE
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