PALERMO - SBLOCCATI 70 MLN DI EURO, “PASSO IMPORTANTE”

di Veronica Puglisi
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“Questo è un passo importante per Palermo, un segnale concreto di efficienza amministrativa e di attenzione verso i bisogni della città”. E’ il commento del sindaco di Palermo Roberto Lagalla dopo il via libera ieri del consiglio comunale alle variazioni di bilancio che hanno permesso di sbloccare 70 milioni di euro di avanzo di amministrazione. Una parte delle risorse, secondo quanto emerge, sarà destinata allo stadio Renzo Barbera, alla manutenzione del patrimonio artistico e alla realizzazione dell’asilo dedicato a padre Pino Puglisi a Brancaccio. Riflettori puntati anche sull’assunzione di nuovi agenti della polizia locale, fino a raggiungere l’obiettivo di circa 300 unità, rimarca Lagalla, al fine di rafforzare la presenza sul territorio e la sicurezza urbana”. L’assessore al bilancio Brigida Alaimo ha spiegato che le risorse sono state liberate grazie all’estinzione anticipata dei mutui, proventi dai permessi a costruire e fondi vincolati a interventi già programmati”. Ma se la maggioranza esulta, non mancano però le polemiche sollevate dall’opposizione. Per i consiglieri di Lavoriamo per Palermo Dario Chinnici (capogruppo), Ninni Abbate, Leonardo Canto, Fabrizio Ferrandelli e Ottavio Zacco si tratta di “un atto di responsabilità della maggioranza nei confronti della città. Pe le opposizioni invece “Quanto accaduto ieri in aula segna una ferita profonda per la democrazia e per la credibilità delle istituzioni. La documentazione sulla variazione, dichiarano i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi, del Movimento 5 Stelle, Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli, di AVS, Giambrone e Mangano, del gruppo Oso, Argiroffi e Forello, del Gruppo Misto, Carmelo Miceli e Giaconia, e Franco Miceli, ci è stata trasmessa soltanto alle 19:10, dopo ripetute richieste. In queste condizioni era impossibile esercitare con rigore e coscienza il nostro ruolo di controllo e proposta. Per questo avevamo chiesto formalmente il rinvio della seduta nel pieno rispetto delle scadenze e delle prerogative che la legge riconosce al Consiglio”. La scelta della maggioranza di procedere comunque, non è soltanto un atto di arroganza politica, ma rischia di celare logiche clientelari nella gestione del denaro pubblico e anomalie che minano la chiarezza e la correttezza delle procedure”.

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