GIUNTA REGIONALE - SCHIFANI NOMINA ALBANO, INGALA E CARUSO

di Viviana Sammito
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Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha siglato il rimpasto che ricompatta la coalizione di centrodestra, nominando tre nuovi assessori a Palazzo d’Orléans. Il ritorno più significativo è quello di Nuccia Albano (DC), che riprende la delega alla Famiglia e al Lavoro. La sua uscita forzata lo scorso novembre era stata dettata da ragioni di opportunità politica a seguito del coinvolgimento di Totò Cuffaro nell’indagine giudiziaria, sugli appalti nella sanità, una “estromissione” che il gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana ha sempre definito ingiusta. L’ingresso più inaspettato è però quello di Marcello Caruso, già coordinatore regionale di Forza Italia e fedelissimo del Governatore. Già alla guida della Sas, Caruso approda alla Salute subentrando a Daniela Faraoni, mossa che blinda il settore più delicato del bilancio regionale sotto l’egida diretta della presidenza. Completa il quadro Elisa Ingala, commercialista ed esperta in amministrazioni giudiziarie, cui è stata affidata la Funzione Pubblica. Con queste nomine, Schifani dichiara chiusa la fase degli interim per puntare alla massima efficacia amministrativa nell’ultimo scorcio di legislatura. I neo assessori giureranno all’Ars nella prossima seduta utile. Il gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana esprime apprezzamento per il rientro in Giunta dell’assessore Nuccia Albano. In una fase delicata come questa, riteniamo che servano misura, serietà e capacità di ascolto. Non ci appartengono minacce di strappi, irrigidimenti o contrapposizioni sterili. La questione morale è il vero nodo che agita la maggioranza, con il caso di Elvira Amata che funge da detonatore. L’assessora al Turismo, Elvira Amata (FdI), è stata rinviata a giudizio per corruzione ad aprile. La sua permanenza in Giunta è stata percepita come una forte contraddizione politica per diversi motivi: Mentre la Amata resta al suo posto, Nuccia Albano era stata costretta a dimettersi mesi fa per un coinvolgimento indiretto. Questo “doppopesismo” ha irritato la Democrazia Cristiana. Il Pd ha definito le nomine l’operazione camouflage, la sagra della poltrona. A palazzo d’Orleans si esce dalla porta e si rientra dalla finestra mentre Schifani ignora i veri problemi della Sicilia. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo. Secondo Ismaele La Vardera, deputato regionale e leader di Controcorrente, “Schifani cambia per non cambiare nulla. La Dc esce dalla porta e rientra dalla finestra” Una schizofrenia politica in piena regola, mentre la Sicilia osserva attonita sperando al più presto di essere liberata”.

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