CALTANISSETTA - CORRUZIONE,CHIESTI DOMICILIARI PER ON.MANCUSO

di Katjuscia Carpentieri
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Un nuovo terremoto giudiziario scuote i palazzi della politica siciliana. La Procura di Caltanissetta ha chiesto la misura cautelare degli arresti domiciliari per il deputato regionale di Forza Italia, Michele Mancuso, accusato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Caltanissetta e dallo Sco di Roma, punta il faro su un presunto giro di mazzette e fondi pubblici ottenuti illecitamente. Secondo la ricostruzione dei magistrati nisseni, Mancuso ha ricevuto una tangente di 12.000 euro, versata in tre distinte rate fino al maggio 2025. Il denaro serviva, secondo gli inquirenti, a “oliare” i meccanismi burocratici per favorire l’associazione sportiva dilettantistica “Genteemergente”. L’obiettivo dell’operazione era l’ottenimento di fondi pubblici regionali, stanziati nell’agosto 2024, per un valore di 98.000 euro, destinati alla realizzazione di eventi e spettacoli nella provincia di Caltanissetta. Oltre al deputato azzurro, la Procura ha chiesto i domiciliari per altre quattro persone, considerate i presunti corruttori: Lorenzo Gaetano Tricoli e i vertici dell’associazione “Genteemergente”, Ernesto e Manuela Trapanese e Carlo Rizioli. Agli indagati viene contestata anche la truffa aggravata ai danni della Regione Siciliana: attraverso l’emissione di fatture per costi fittizi, il gruppo sarebbe riuscito a distrarre circa 49.000 euro. Un sesto indagato, Eugenio Bonaffini, risponde solo di truffa aggravata, ma per lui non è stata chiesta alcuna misura cautelare. Nella mattinata di oggi, la Polizia di Stato ha notificato gli inviti a comparire per l’interrogatorio davanti al Gip, passaggio necessario prima della decisione sulle misure cautelari. Contestualmente, è scattato il sequestro preventivo di 69.496 euro, somma che corrisponderebbe al profitto illecito ottenuto dagli indagati. Gli agenti hanno perquisito l’ufficio di Mancuso, mentre la Procura ha tenuto a precisare che le strutture del partito di appartenenza non sono state toccate e che, al momento, non risultano indagati altri componenti dell’Assemblea Regionale Siciliana

Corruzione, i pm di Caltanissetta chiedono arresto deputato regionale di Fi
Mancuso avrebbe preso una tangente per favorire un’associazione che organizza spettacoli
(ANSA) – PALERMO, 16 GEN – La procura di Caltanissetta ha chiesto gli arresti domiciliari per il deputato regionale Michele Mancuso di Forza Italia indagato per corruzione. La polizia di Stato ha notificato a Mancuso e ad altri indagati l’invito a comparire per rendere l’interrogatorio al Gip. Secondo l’accusa, Mancuso avrebbe preso una tangente di 12 mila euro per favorire l’associazione Genteemergente che ha ottenuto fondi pubblici per realizzare eventi e spettacoli in provincia di Caltanissetta. (ANSA).
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Legalità, sicurezza

Gli altri indagati a cui la squadra mobile di Caltanissetta e lo Sco di Roma hanno notificato l’invito a comparire per rendere interrogatorio davanti al gip, sono Lorenzo Gaetano Tricoli e i rappresentanti legali e componenti dell’associazione sportiva dilettantistica Genteemergente, Ernesto e Manuela Trapanese e Carlo Rizioli. A Mancuso, la Procura contesta la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e ad altri quattro indagati di essere dei presunti corruttori. Per tutti e cinque sono stato chiesti gli arresti domiciliari. Nell’inchiesta c’è un sesto indagato, per il quale non è stato chiesto alcun provvedimento: è Eugenio Bonaffini accusato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. L’addebito provvisorio, sul quale dovrà decidere il Gip sull’eventuale applicazione di misura cautelare, riguarda un’ipotesi di ricezione di 12mila euro, consegnate in tre rate, a Mancuso, fino al maggio 2025, per favorire l’associazione Genteemergente quale destinataria di fondi pubblici per 98.000 euro per la realizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta, stanziati con una legge regionale nell’agosto del 2024. Agli altri indagati è contestata anche un’ipotesi di truffa aggravata per avere dedotto, mediante fatture di costi fittizi, 49.000 euro circa in danno della Regione Siciliana. Contestualmente alle notifiche dell’invito a comparire, la Procura di Caltanissetta ha delegato la polizia per eseguire il sequestro, disposto dal gip, di 69.496 euro, importo equivalente alle somme che sarebbero state illecitamente e indebitamente percepite da alcuni indagati. Disposte anche delle perquisizioni, compreso l’ufficio del deputato regionale, con esclusione delle strutture del partito di appartenenza. Nell’inchiesta, sottolinea la Procura di Caltanissetta, “non sono indagati altri appartenenti all’Assemblea regionale siciliana”

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