Elisabeta Boldijar, romena senza fissa dimora, in passato denunciata per piccoli furti e che gravitava nel mondo della prostituzione e dell’uso di crack, sarebbe morta per cause naturali. Non è stata uccisa la 36enne trovata morta quattro giorni fa nell’edificio abbandonato, che ospitava l’ex sede del consorzio agrario, di via Domenico Tempio a Catania. E’ l’indicazione preliminare emersa dall’autopsia fatta eseguire dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro, che coordina il pool dei reati contro le fasce deboli. Quelli che sembravano essere colpi di arma da punta, che avevano fatto ipotizzare si fosse trattato di un omicidio, in realtà, ha svelato una Tac eseguita sul corpo, trovato riverso tra i rifiuti e con pochi abiti addosso, alcuni giorni dopo il decesso, erano invece gli esiti di morsi di animali post mortem. Nell’edificio abbandonato ci sono due cucciolate di cani di media taglia. Nei giorni scorsi la Procura aveva inviato alla stampa, per darne “la massima diffusione, la foto” della vittima invitando “chiunque abbia informazioni utili” a “rivolgersi alla squadra mobile” della Questura che indaga sul caso.
CATANIA - ELISABETA BLODIJAR SAREBBE MORTA NATURALMENTE
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