“Acqua non potabile e bollette sotto accusa: allarme nelle campagne ragusane”, Una situazione che non può più essere ignorata. lA DENUNCIA arriva da Assoutenti Provincia di Ragusa che lancia un forte allarme sulla qualità dell’acqua distribuita dal Consorzio di Bonifica n. 8, in particolare nelle zone servite dall’acquedotto rurale Santa Rosalia così come si evince da una lettera dell’asp di Ragusa indirizzata ad Assoutenti in cui si evidenzia il divieto di utilizzo ai fini potabili ed alimentari dell’acqua così come disposto da due ordinanze firmata dal sindaco di Ragusa Peppe Cassì il 16 febbraio e il 19 febbraio scorsi.
Accanto ai problemi legati alla qualità del servizio, si registra una vera e propria ondata di solleciti di pagamento e richieste di canoni idrici, anche per anni passati, spesso senza che le relative fatture siano mai state recapitate agli utenti.
Assoutenti invita tutti i cittadini interessati a non restare in silenzio. L’obiettivo è quello di fare luce su quanto sta accadendo e tutelare concretamente i diritti degli utenti.
Un’altra mazzata per gli utenti arriva dal caro bollette con aumenti +5% nel 2025, a difesa dei cittadini scende in campo Cittadinanza attiva. la bolletta per l’acqua: è di 528 euro la spesa media sostenuta dalle famiglie italiane nel 2025 rispetto ai 500 del 2024.
La regione con la spesa più elevata risulta la Toscana Fra i capoluoghi di provincia, per quanto riguarda la sicilia Palermo (14%), Catania 12%), Differenze di spesa anche all’interno delle stesse regioni: in Sicilia fra Enna e Catania di 405 euro.
Purtroppo il non utilizzo dell’acqua a scopi potabili fa registrare anche un razionamento idrico così come si evince dai dati Istat. Nel 2024
Nel 2024, le misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua potabile hanno interessato complessivamente oltre un milione di residenti nei capoluoghi di provincia/città metropolitana, e, in particolare, in Sicilia. La combinazione di tali fattori ha determinato, in molti casi, una riduzione della disponibilità idrica negli invasi, anche nei territori già interessati da misure di razionamento, come in Sicilia dove il livello complessivo è diminuito del 30%. Nel 2024, sono state adottate misure di razionamento in tutti capoluoghi della Sicilia, tranne Siracusa. Tra i Comuni coinvolti figurano anche i capoluoghi di città metropolitana di Reggio di Calabria, Messina, Palermo e Catania. Quasi raddoppiato il numero complessivo dei giorni oggetto di misure emergenziali.
ACQUA NON POTABILE - ALLARME NELLE CAMPAGNE E CARO BOLLETTE
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