BRUXELLES - MIGRANTI, DRAMMA E DIRITTO ALL’IDENTITA’

di Viviana Sammito
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Mentre il Mediterraneo continua a trasformarsi in un cimitero senza nomi — con 765 vittime registrate nei soli primi mesi del 2026 — dal Parlamento Europeo si leva un grido unanime per restituire dignità ai morti. Il procuratore di Gela, Salvatore Vella, ha denunciato a Bruxelles un vuoto normativo e strutturale drammatico: “Contiamo solo i cadaveri recuperati, non i morti reali”, ha dichiarato, citando naufragi dove a fronte di centinaia di dispersi, solo pochi corpi vengono ufficialmente censiti. L’ostacolo principale resta l’assenza di una banca dati del DNA comune. Attualmente, i campioni genetici restano isolati nei singoli fascicoli giudiziari, rendendo impossibile il riconoscimento per le migliaia di famiglie che, dall’Africa al Medio Oriente, cercano notizie dei propri cari. Vella propone l’istituzione di un’agenzia pubblica europea dedicata, che slegata dalle forze di polizia, tratti l’immigrazione come fenomeno umano e non meramente criminale. A sostenere questa battaglia è il Comitato 3 Ottobre, guidato da Tareke Bhrane, che da dodici anni reclama protocolli certi per le esumazioni e l’identificazione. Al fianco degli attivisti, 250 studenti europei e diversi parlamentari hanno dato vita a un flash mob in Place du Luxembourg per denunciare il fallimento delle politiche comunitarie e il “silenzio colpevole” delle destre sulla gestione dei soccorsi. In questo scenario di dolore, brilla la storia di Emebet, giovane madre etiope ospite a Canicattini Bagni. Dopo cinque anni di separazione e un traumatico viaggio, la donna è riuscita a riabbracciare i suoi tre figli rimasti in Etiopia grazie a un complesso iter di ricongiungimento familiare. Un successo reso possibile dalla sinergia tra l’amministrazione comunale e il progetto SAI Obioma. Mentre Emebet si prepara a iniziare un tirocinio come aiuto cuoca, i suoi figli inizieranno un nuovo percorso scolastico in Italia: un raro esempio di come la cooperazione e i diritti possano ricostruire vite spezzate dai confini.

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