Merci bloccate dalla notte scorsa in tutti i porti commerciali siciliani (in forse c’è solo Messina) a causa dello sciopero del Comitato trasportatori siciliani e dell’AITRAS (Associazione Italiana Trasportatori) che, secondo le prime stime, sta registrando un’adesione del 90%” paralizzando l’attività di carico e scarico merci. La protesta andrà avanti per cinque giorni e non è collegata a quella promossa in contemporanea a livello nazionale. “Ci siamo staccati da tempo – spiega il presidente del comitato Salvatore Bella – perché i trasportatori siciliani hanno esigenze diverse rispetto agli altri, da noi è tutto più difficile e più caro”. All’interno di un contesto nel quale era già complicato lavorare, a causa del caro carburanti dovuto alla guerra in Iran è diventato impossibile. La guerra, inoltre, “ha fatto lievitare il costo del carburante, e di conseguenza, quello dei traghettamenti”. Bella conferma che la protesta resterà confinata nei porti: “Non ci saranno né blocchi né presidi stradali, l’obiettivo è quello di non rifornire le Grande distribuzione alimentare finchè non avremo impegni scritti da Roma”.
SALVATORE BELLA Presidente A.I.TRAS.
E la convocazione del presidente della Regione Renato Schifani è arrivata in tarda mattinata, fissata per oggi pomeriggio alle 16 a palazzo d’Orleans. Il prefetto di Catania, invece, si è attivato per far avere un incontro agli autotrasportatori con il Mit dopo averli convocati sabato scorso per comprendere i motivi del fermo.
SCIOPERO AUTOTRASPORTATORI - ADESIONE AL 90%, DURERA’ 5 GIORNI
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