Ennesimo episodio che turba la quiete del centro sotrico di Modica. Preso di mira il distributore di benzina di corso vittorio veneto. Ignoti hanno frantumato il vetro di accesso alal cabina ed hanno portato via il registratore di cassa che era vuoto. Indagini in corso da parte della polizia. La zona è servita da telecamere. Un episodio che non desta solo apprensione ma anche rabbia. Per quanto tempo ancora saremo costretti a raccontare di questi episodi? Per quanto tempo ancora dovremo aspettare una azione concreta. Le istituzioni sicuramente non sono dotate di poteri sovrannaturali per risolvere le criticità. Gli enti soffrono la crisi economica e davanti a questo si presenta l’ostacolo alla speranza che qualcosa possa realmente cambiare. Ma dobbiamo veramente rassegnarci all’impotenza? Le persone che hanno scelto di restare di vivere il centro storico devono essere sostenute. Non è plausibile che questi episodi che purtrppo hanno e continuano ad avere una esclation inquinino la serenità dei residenti.
Al Sindaco di Modica
Agli Organi di Stampa
Nell’arco di appena 72 ore si sono verificati nuovi episodi di microcriminalità, concentrati in particolare nella zona del centro storico e del Corso Umberto,
Questi ultimi fatti, che si aggiungono ad una serie di altri episodi simili degli ultimi mesi, impongono una seria analisi della situazione e l’immediata risposta.
Negare i fatti, per paura di “danneggiare l’immagine della città” non è una soluzione, ed anzi finisce per incancrenire il problema, vittima della sua stessa inerzia.
Puntare il dito solo sul senso di insicurezza dei cittadini non è più logico , perché innesca meccanismi di colpevolizzazione utili solo ad inasprire i contrasti e alimentare i pregiudizi.
Di fronte a quanto sta accadendo occorre avere una mente “aperta” e focalizzare l’attenzione sulle soluzioni, dopo avere esaminato le cause del disagio ed averne compreso l’esatta natura.
I sentieri da intraprendere, a nostro avviso:
contrasto al degrado urbano, che è anche sociale e umano;
politiche del lavoro;
contrasto all’abuso di alcolici e lotta alle sostanze stupefacenti;
coinvolgimento della popolazione, delle scuole, delle comunità religiose e dei quartieri in percorsi di autoformazione culturale e valoriale;
E queste sono solo alcune strade, quelle più immediate, tra le tante che andrebbero percorse, se vogliamo veramente un contesto sano nel quale vivere..
La città non sia solo un palcoscenico di eventi isolati e slegati tra loro, ma il luogo di crescita comune, la fucina di un rinnovato senso di appartenenza collettiva.
Per il Comitato
Antonio Ruta