“Anche il furto in politica un tempo aveva le sue regole, si pensi al finanziamento illecito ai partiti, era un sistema. Quelle regole in Sicilia sono saltate, la corruzione dilaga e chi ruba lo fa per interessi personali e familiari. Nei partiti non comanda più nessuno e di conseguenza la politica non esiste più. C’è in atto un disastro, il livello di ignoranza dei politici è inaudito. Si è capito in questi anni che la premier Meloni è brava ma attorno a sé ha il deserto dei tartari e quanto sta accadendo nell’isola ne è la prova: Fratelli d’Italia non esiste, e c’è il liberi tutti. La situazione è grave, nel centrodestra prevale l’odio e il flop ad Agrigento e a Marsala lo dimostra”. Così il deputato regionale e tra i fondatori del movimento Grande Sicilia, Gianfranco Miccichè, conversando con l’ANSA sulla situazione politica nell’isola.
“Durante la campagna referendaria quando giravo chiedendo di votare a favore del referendum sulla giustizia la risposta che ricevevo era sempre la stessa, anche da persone a me vicine: ‘volete cambiarla perché siete tutti inquisiti’ – afferma Miccichè – Questa è la percezione che la gente ha del centrodestra”. Per Miccichè servirebbe un cambio di rotta. “La politica bisogna che si ritrovi – sostiene – Certo mi rendo conto che non è affatto semplice. Anche perché mi chiedo chi dovrebbe gestire questa svolta? Giusi Savarino? Edy Tamajo? Gaetano Galvagno? Elvira Amata?”. “In questa fase c’è un odio profondo – riflette Miccichè – soprattutto verso Raffaele Lombardo, Luca Sammartino e Totò Cuffaro. Ad Agrigento non ha vinto Ismaele La Vardera lo sappiamo tutti: per Michele Sodano hanno votato al secondo turno la Lega e anche i Fratelli d’Italia di Giusi Savarino hanno lavorato per La Vardera”.
POLITICA REGIONALE - MICCICHE’: “IN CENTRODESTRA PREVALE ODIO”
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