MODICA - CHIESTA IMMEDIATA CONVOCAZIONE VERTICI ASP

di Viviana Sammito
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Parte da Modica la richiesta perentoria di un incontro imminente con i dirigenti dell’ASP 7 di Ragusa per affrontare il delicato caso del trasferimento della Continuità Assistenziale. E’ una richiesta formale di Consiglio Comunale aperto il cui primo firmatario è Giorgio Civello che ha presentato un documento che porta la firma anche dei consiglieri Margherita Cascino, Giovanni Spadaro, Ivana Castello e Claudio Gugliotta. La decisione, operativa dal 15 giugno 2026, ha visto lo spostamento improvviso del servizio dai locali storici di Modica Alta alla nuova Casa della Comunità hub di piazzale Baden Powell, nella zona Sorda. Un fulmine a ciel sereno che ha innescato una durissima reazione politica e sociale. Tra le prime quelle del cosnigliere comunale, alessio ruffino, molto attivo a Modica alta suo territorio d’origine da dove ha registtato un reel pubblicato su instgraM-

Mentre l’azienda sanitaria si difende parlando di un “atto dovuto” per l’attivazione della struttura in ossequio alle linee del DM 77/2022, sul territorio si è sollevato un muro di proteste. La sindaca Maria Monisteri ha contestato la rigidità del provvedimento, evidenziando come la normativa lasci margini di manovra organizzativa alle singole aziende. La prima cittadina, supportata dal consiglio comunale, si dice pronta a una battaglia istituzionale per restituire il presidio a un quartiere storico ad altissima densità abitativa, avviando già i contatti con l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso. Le opposizioni consiliari con in testa paolo nigro, il Partito Democratico parlano di una scelta “miope” e di un metodo inaccettabile, avvenuto senza preavviso, che finisce per penalizzare le fasce più deboli come gli anziani, in una zona già carente di trasporti pubblici. Il rischio, denunciano, è quello di duplicare i servizi alla Sorda – già coperta dal vicino Ospedale Maggiore – spogliando del tutto Modica Alta e Bassa. I consiglieri di opposizione hanno formalizzato la richiesta di un Consiglio Comunale aperto, pretendendo la presenza del Direttore Generale dell’ASP, dei sindacati e dei parlamentari locali. L’obiettivo del tavolo urgente è bloccare la rimozione dei servizi consolidati e trovare subito soluzioni alternative per tutelare l’utenza fragile.

Per medici famiglia obbligo di 6 ore settimanali in Case di comunità
Le Regioni approvano l’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale
Approvato dalle Regioni l’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale dei medici di famiglia che, di fatto, sblocca la situazione in vista della scadenza del 30 giugno prevista dal Pnrr per l’apertura delle Case di comunità, dopo lo stop al decreto di riforma Schillaci. L’atto di indirizzo, spiega la Conferenza delle Regioni, prevede l’obbligo per i medici di medicina generale di svolgere nelle Case di Comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali, per 48 settimane annue. “Tale intervento si somma all’obbligo per i medici già a rapporto orario di coprire i turni notturni, festivi e sabato, se richiesto dall’Azienda sanitaria”.
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Il Comitato di settore Regione-Sanità della Conferenza delle Regioni, si legge in una nota, ha approvato oggi l’atto di indirizzo propedeutico al rinnovo dell’accordo collettivo nazionale dei Medici di medicina generale. L’iniziativa delle Regioni “rappresenta una risposta risolutiva finalizzata a dare compiuta attuazione alle Case di Comunità, nei tempi previsti dal Pnrr”. “Dopo le positive interlocuzioni con il Ministero della Salute, oggi proponiamo una soluzione di ragionevolezza scegliendo il canale della contrattazione per assicurare che il target Pnrr della missione 6 sia raggiunto pienamente e in collaborazione con tutti gli attori coinvolti”, commenta Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. “Lo facciamo con senso di responsabilità verso i cittadini, che meritano di avere accesso a cure e servizi di prossimità. Approvando questo atto di indirizzo poniamo le condizioni affinché Sisac – la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati – e le organizzazioni sindacali sottoscrivano in tempi brevi un accordo atteso, che ha nei suoi contenuti tutti gli elementi che servono a garantire la piena operatività delle Case di Comunità”. L’atto di indirizzo prevede “l’obbligo per i medici di medicina generale di svolgere nelle Case della Comunità fino a un massimo di 6 ore settimanali, per 48 settimane annue. Questo intervento si somma in via residuale all’obbligo per i medici già a rapporto orario di coprire i turni notturni, festivi e del sabato, se richiesto dall’Azienda sanitaria”. Saranno infatti le singole Aziende sanitarie a determinare il proprio fabbisogno e a distribuirlo in modo equo tra i medici, garantendo comunque una presenza minima di almeno un medico in ogni casa di comunità. Una volta definito questo accordo, partirà il confronto sul triennio contrattuale 2025-2027 di tutta la Medicina generale, con l’obiettivo di arrivare a un atto di indirizzo complessivo entro il 30 settembre 2026 “nel solco della proficua condivisione tra le parti”.

Scoppia la polemica a Modica per l’improvviso trasferimento, operativo dal 15 giugno 2026, del servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) dai locali storici di Modica Alta alla nuova Casa della Comunità hub in piazzale Baden Powell (zona Sorda). Mentre l’ASP 7 di Ragusa difende la scelta definendola un atto dovuto in applicazione del DM 77/2022 — che impone la presenza della Continuità Assistenziale nelle Case di Comunità hub per ottemperare all’attivazione delle strutture — insorgono le forze politiche e i cittadini. La sindaca di Modica, Maria Monisteri, pur aperta al dialogo, contesta l’obbligatorietà del trasferimento generalizzato, evidenziando come la normativa lasci margini organizzativi alle aziende sanitarie e cioè che non vi è alcun obbligo – si legge nella nota stampa – per questo si dice pronta a una battaglia istituzionale per restituire il presidio a Modica Alta, considerata l’elevata densità abitativa e la distanza dalla nuova sede dichiarando di avere già avviato i passaggi istituzionali per un’interlocuzione con l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso. Ancora più duro il Partito Democratico con il segretario Francesco Stornello, che parla di “scelta miope” della passata amministrazione Abbate sulla localizzazione della Casa della Comunità e accusa il metodo del trasferimento, avvenuto senza preavviso. Il PD sottolinea la gravità del provvedimento che penalizza un quartiere storico ad alta densità di anziani e privo di trasporti, duplicando i servizi al Sacro Cuore, già coperto dal vicino Ospedale Maggiore. Il consigliere comunale Paolo Nigro esprime sconcerto per l’improvviso trasferimento della Guardia Medica di Modica Alta alla Sorda, avvenuto all’indomani della conferenza dei capigruppo del 15 giugno. In tale riunione, la Sindaca aveva manifestato – ha ricostruito – l’intenzione di incontrare il Direttore del Distretto Sanitario dopo aver appreso la notizia in via non ufficiale. I consiglieri avevano dato immediata disponibilità per l’incontro, rimarcando la gravità della perdita di servizi consolidati per Modica Alta e Bassa. L’ASP si è detta comunque disponibile a un confronto istituzionale sul futuro assetto territoriale.
chiedo di convocare i dirigenti asp

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