Il processo di privatizzazione degli aeroporti di Catania e Comiso è travolto da un acceso dibattito politico e sociale: sul fronte parlamentare, il senatore e segretario della Lega in Sicilia, Nino Germanà, ha annunciato un’interrogazione al Senato per fare piena luce sull’iter, sollecitando chiarimenti sulle delibere del Cda e richiedendo un monitoraggio completo sulle consulenze esterne dell’ultimo decennio. Nel frattempo, cresce la mobilitazione sul territorio per denunciare come questa privatizzazione rischi di non rappresentare a pieno gli interessi territoriali e di un’intera area economica. Il Comitato per la difesa e sviluppo dell’aeroporto di Comiso ha indetto una conferenza stampa per il prossimo 30 giugno, alle 10:30, nella Sala Zaffiro del “Le Dune Sicily Hotel” a Catania, focalizzata anche sul commissariamento della Camera di Commercio. In questa occasione, oltre a ribadire le forti critiche sul piano di cessione, saranno illustrati gli esposti e le diffide presentati alle Procure, alla Corte dei Conti, all’ANAC e alle autorità di controllo. L’obiettivo è informare l’opinione pubblica e sollecitare le istituzioni a impedire la prosecuzione di quella che definiscono una “opaca privatizzazione”, rivendicando fermamente il diritto dei territori a una gestione trasparente ed efficiente delle infrastrutture strategiche. Il Comitato a Difesa e Sviluppo dell’aeroporto degli iblei, che fa sistema con quello di Catania, elencherà una serie di incongruenze e perplessità sull’iter di privatizzazione e dubbi sul rilancio del pio la torre dove la Sac ha sempre parlato di investimenti che però rimangono sulla carta come i bandi della camera di commercio con finanziamenti della regione che ammontano a 9 milioni di euro che non sono stati tutti aggiudicati: bandi flop che hanno bloccato una summer perchè non ci saranno i voli internazionali o comunque solo voli spot con frequenza ridotta a una o due giorni a settimana e solo ristrette ai due mesi estivi. La SAC ha chiuso la prima fase per la cessione di almeno il 51% delle quote societarie, registrando il forte interesse del mercato con ben 14 manifestazioni di interesse giunte da operatori nazionali e internazionali. Ci si avvia alla fase due per l’esame della documentazione: mentre la società si prepara a vagliare i requisiti tecnici dei 14 pretendenti per blindare il futuro industriale degli scali, la partita si sposta sui tavoli della trasparenza. La presentazione di diffide ed esposti alle autorità di controllo rischia di trasformare un’operazione finanziaria strategica in un lungo braccio di ferro legale e politico, il cui esito peserà inevitabilmente sullo sviluppo economico dell’intera Isola.”
PRIVATIZZAZIONE AEROPORTI - POLITICA E COMITATO CONTRO UN “BANDO OPACO”
35