PALERMO - 43 ANNI FA MORIVANO CHINNICI E LA SCORTA

di Katjuscia Carpentieri
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“Rocco Chinnici è stato un magistrato lungimirante e coraggioso, tra i primi a comprendere la complessità del fenomeno mafioso, le sue ramificazioni e il sistema di complicità capace di alimentarne il potere. sono le parole del Ministro della Difesa guido crosetto nel giorno del 43esimo anniversario della morte di Rocco Chinnici, il magistrato assassinato a 58 anni dalla mafia con 75 chilogrammi di esplosivo all’interno di un’auto parcheggiata davanti la sua abitazione in via Giuseppe Pipitone a Palermo.
Nell’attentato persero la vita anche i Carabinieri della scorta, il Maresciallo Mario Trapassi e l’Appuntato Salvatore Bartolotta, e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile. A 43 anni da quel tragico giorno, continua Crosetto, ricordare il giudice Chinnici significa custodire la memoria di un servitore dello Stato e rinnovare il nostro impegno per la legalità. Il suo esempio ci ricorda che giustizia, verità e memoria si difendono ogni giorno, con responsabilità, coraggio e unità”.
Rocco Chinnici consapevole che la mafia non potesse essere combattuta con iniziative isolate, progettò e avviò una struttura innovativa, fondata su un metodo di lavoro capace di unire le forze e costruire legami di fiducia e collaborazione tra quanti sono chiamati a difendere la democrazia. Pose così le basi del pool antimafia, cambiando profondamente l’azione dello Stato contro la criminalità organizzata. Fu anche un appassionato testimone della riscossa civile, soprattutto tra i giovani e nelle scuole, dove promosse la cultura della legalità.
La figlia, Caterina Chinnici, in un post sui social ricorda il padre la sua mancanza scrive non ha mai smesso di accompagnarmi ma negli anni ho imparato a trasformare il dolore nella forza necessaria per proseguire il cammino che lui aveva tracciato. La mafia, scrive ancora la Chinnici, ha potuto portarmi via mio padre ma non il suo esempio nè la forza delle sue idee

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