Al tribunale di Ragusa questa mattina si è chiuso il cerchio degli interrogatori di garanzia nei confronti delle sette persone raggiunte da provvedimenti cautelari e misure interdittive nell’ambito dell’indagine dei NAS per presunti maltrattamenti sui disabili all’ANFFAS di Modica, per presunte condotte omissive, per non essere cioè intervenuti per bloccare gli abusi sugli ospiti e per il reato di esercizio abusivo della professione infermieristica. Davanti al gip Gaetano Di Martino, difeso dall’avv. Simona Cultrera, è comparso l’operatore della struttura, oramai chiusa, posto ai domiciliari insieme all’ex presidente Giovanni Provvidenza. Anche lui si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha reso dichiarazioni spontanee. “Al mio assistito – dice l’avv. Cultrera – è stata notificata l’ordinanza solo domenica notte, al rientro dalla Francia, ed io ne sono entrata in possesso lunedì. Si tratta di un’ordinanza molto complessa e corposa, corredata di numerosi video e frame che devo ancora vedere. Materiale probatorio importante, da analizzare con calma ed attenzione prima di scegliere la giusta strategia difensiva. Da qui la decisione di non farlo rispondere, in questa fase, alle domande del giudice”. L’operatore è accusato sia di maltrattamenti che di condotte omissive, per avere cioè assistito alle violenze senza intervenire. Solo quando il quadro sarà chiaro i legali stabiliranno come procedere e se chiedere la modifica delle misure cautelari.
RAGUSA - CASO ANFFAS, OGGI L’ULTIMO INTERROGATORIO
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