Ancora violenza negli ospedali siciliani, questa volta presso la Guardia Medica di Piazza Igea a Ragusa.
Una giovane di ventitré anni ha aggredito la dottoressa di turno, provocandole lesioni guaribili in dieci giorni.
A scatenare la furia della donna è stato il rifiuto del medico di applicare della colla chirurgica sulla ferita della figlia.
La donna, già nota alle forze dell’ordine, è stata denunciata in stato di libertà dalla Polizia di Stato per lesioni personali.
Questo gravissimo episodio si aggiunge a una lunga e preoccupante serie di aggressioni registrate negli ultimi mesi nell’Isola.
Dai Pronto Soccorso di Catania a quelli di Palermo e Bagheria, la sicurezza di chi cura è sempre più a rischio.
Di fronte a questa emergenza, la sezione etnea della CNAI, associazione professionale infermieristica, ha lanciato un fermo appello alla cittadinanza.
I rappresentanti dell’associazione sottolineano che gli operatori sanitari non possono diventare il bersaglio delle frustrazioni degli utenti.
La violenza non riduce i tempi di attesa e non migliora le cure, ma genera solo caos e ostacola l’assistenza.
Dalla CNAI ricordano l’impegno costante al dialogo e all’ascolto, confermato anche dalle recenti campagne di sensibilizzazione.
Diventa quindi indispensabile e urgente ricostruire un patto di fiducia e rispetto reciproco tra cittadini e sanità.
Le istituzioni sono ora chiamate a garantire tutele concrete: fermare questa escalation di violenza è un dovere di tutti.